Covid, Sicilia resta gialla: record di guariti

La Sicilia resta in zona gialla grazie a un Rt tra i piu’ bassi d’Italia, lo 0,79 rispetto a una media nazionale dell’1,06. L’Isola continua inoltre a registrare un calo dei contagi Covid, sia per quanto riguarda il numero dei nuovi casi sia, soprattutto, in relazione al saldo con il numero di persone guarite che oggi registra un nuovo record: 2.374. Secondo il bollettino quotidiano del Ministero della Salute in Sicilia oggi sono 519 i nuovi positivi su 23.161 tamponi processati, con un tasso del 2,2% rispetto a una media nazionale del 6,3%.. La regione e’ undicesima nel contagio giornaliero. In calo anche le vittime:12 che portano il totale a 4.213. Il numero degli attuali positivi e’ di 22.678, con decremento di 1.867 casi rispetto a ieri grazie al boom di guariti. Resta sostanzialmente stabile il dato dei ricoveri in ospedale che sono 790; 4 in meno rispetto a ieri, di cui 120 in terapia intensiva, due in piu’.

Con questi numeri c’e’ chi comincia a pensare gia’ al futuro come la Confesercenti regionale che lancia la proposta di “fare delle Isole minori siciliane mete Covid free per far ripartire nell’immediato il turismo”. L’idea e’ quella di vaccinazione di massa tra gli abitanti delle isole “per consentire arrivi in sicurezza e far crescere l’appeal della regione sui mercati internazionali”. Una richiesta contenuta in un documento consegnato all’assessore regionale agli Autonomie Locali Marco Zambuto da una delegazione composta anche dai sindaci delle isole, dalle Pelagie alle Eolie, dalle Egadi a Pantelleria. Ma proprio sui fondi destinati alla ripresa dopo la crisi causata dalla pandemia c’e’ anche chi lancia l’allarme. La disponibilita’ degli ingenti flussi finanziari attivati con il Recovery fund, infatti, suscita in Sicilia tanti “appetiti”. Il quadro degli interessi criminali pronti a intercettare “risorse senza precedenti” e’ stato tracciato dal procuratore regionale della Corte dei Conti, Gianluca Albo, nella conferenza stampa per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. “E’ possibile prevedere – ha detto – che nei prossimi dieci anni si attiveranno complessi procedimenti di spesa lungo percorsi amministrativi nei quali si annidera’ il rischio di sprechi e appropriazioni. Gia’ si colgono i segnali di una aggregazione di interessi perfino superiori a quelli di rango criminale. L’obiettivo sono proprio i fondi ingentissimi destinati ai ristori e alla ripresa”. (ANSA)