“La gestione delle ingentissime risorse per il ristoro pandemico e la ripresa post pandemica esigono non solo un’azione repressiva a valle della gestione, e quindi in seguito all’accertamento della distrazione delle risorse, ma, prima ancora, adeguati meccanismi di monitoraggio sull’affidamento e sul primo impiego delle risorse”. Tutto questo “onde scongiurare e in tempo neutralizzare l’effetto illecito di interposizioni soggettive (le cosiddette teste di legno) e/o oggettive (risorse strumentali o finanziarie fittizie) operanti in linea con consolidati meccanismi distrattivi”. Lo afferma il procuratore regionale della Corte dei conti per la Sicilia, Gianluca Albo, nella sua relazione redatta in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. (Dire)
