Mafia, maxi operazione contro clan Scalisi nel Catanese: 15 arresti

Duro colpo della polizia al clan Scalisi di Adrano, articolazione territoriale del clan Laudani di Catania. Quindici le misure cautelari eseguite. Tra i reati contestati, a vario titolo, associazione di tipo mafioso, detenzione e porto di armi da fuoco, traffico e spaccio di cocaina e marijuana con l’aggravante di avere favorito il clan mafioso Scalisi. Dalle indagini emergono anche atti intimidatori ed episodi di ritorsione nei confronti dei familiari del collaboratore di giustizia Salvatore Giarrizzo. In particolare, tra gli episodi contestati dalla Dda della procura catanese, quello di un furgoncino per la vendita di panini di un membro della famiglia di Giarrizzo danneggiato poco prima di un’importante udienza in cui si sarebbero dovute utilizzare le sue dichiarazioni. Mentre sono almeno cinque gli episodi di estorsione ai danni di altrettanti operatori commerciali di Adrano, sui quali la polizia ha fatto luce. I gip dei tribunale di Catania e Lagonegro hanno disposto il carcere per 14 degli indagati e gli arresti domiciliari per un quindicesimo.

Le indagini, avviate a marzo 2019 e concluse a marzo 2021 nell’operazione denominata ‘Triade’, si sono concentrate su alcune persone ritenute appartenenti al sodalizio mafioso. Gli accertamenti confermano il “rango apicale” assunto da Salvatore Calcagno, nipote ed effettivo ‘erede’ del boss Giuseppe Scarvaglieri, attualmente detenuto al 41 bis. A lui, secondo le ricostruzioni, “spettavano le decisioni più rilevanti sulle dinamiche del sodalizio pur essendo, la sua presenza, discreta e meno visibile rispetto alla componente operativa di strada”. Delineato anche il ruolo di Massimo Neri, detto ‘zicchinetta’, già indicato da numerosi collaboratori di giustizia come ‘esattore’ delle estorsioni riconducibili al clan Scalisi. Neri, precisa la polizia, è dietro la riorganizzazione del clan, del quale assume il controllo fino alla scarcerazione di Carmelo Scafidi, detto ‘testa rossa’, a lui subentrato. Sono emersi anche “i costanti rapporti” tra Neri e Josè Pappalardo detto ‘pitbull’, ritenuto esponente della frangia territoriale del clan mafioso Laudani del quartiere popolare Canalicchio di Catania, a conferma dell’affiliazione tra i due gruppi.

“Momenti di particolare tensione” si verificano tra gli appartenenti al clan Scalisi e quelli di un altro gruppo criminale emergente sullo stesso territorio, culminati nell’esplosione di colpi d’arma da fuoco contro Salvatore Giarrizzo e Francesco Vitanza. E per questo motivo ad agosto 2019 all’interno di una ex palestra di Adrano si tiene “un summit” cui partecipano gli esponenti dei clan Scalisi, Santangelo-Taccuni e Laudani. La collaborazione di Giarrizzo, iniziata nell’estate del 2020, suscita “forte disappunto” tra gli accoliti, specie in Neri, che progettano atti intimidatori nei confronti dell’uomo e della sua famiglia. E lo scorso 17 febbraio il gruppo danneggia il furgoncino per la vendita di panini di un suo familiare. (LaPresse)