Vaccino, sindaci e assessori a Mattarella: ”Libero da brevetto”

Un appello sottoscritto da oltre cento amministratori locali al Presidente Mattarella chiede che “l’Italia promuova un’azione internazionale per liberare i vaccini dai brevetti”. Tra i firmatari figurano i sindaci di molte grandi citta’. “E’ necessario un intervento italiano, in sede internazionale, affinche’ si liberi dai brevetti il vaccino contro il Covid19”, affermano oltre cento amministratori locali. A Palermo, l’appello e’ stato sottoscritto dagli assessori Paolo Petralia Camassa e Giusto Catania in rappresentanza dell’intera Giunta comunale e dai consiglieri Valentina Chinnici, Barba Evola, Massimo Giaconia, Fausto Melluso, Katia Orlando,Claudia Rini, Toni Sala e Marcello Susinno appartenenti ai Gruppi di Sinistra Comune e Avanti Insieme. Nel testo rivolto al Capo dello Stato si sottolinea che “a fronte di questa situazione senza precedenti e gravissima, ci rivolgiamo al suo alto Ufficio affinche’ – quale capo dello Stato – faccia sentire la Sua autorevole voce – pur nel rispetto delle prerogative politiche e istituzionali di altri organi costituzionali – affinche’ venga compiuto ogni sforzo al fine di mutare l’atteggiamento italiano – e della UE – sulla questione della proprieta’ dei brevetti per i vaccini anti-Covid19 e prodotti farmaceutici affini in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio e in sede di Organizzazione Mondiale della Sanita’, nonche’ in ogni altra sede internazionale ed europea. Nonche’ a valutare ogni aspetto della legislazione nazionale affinche’ questo obiettivo venga perseguito e raggiunto dal nostro paese”. “Solo cosi’ – proseguono i firmatari tra i quali si leggono le firme del sindaco di Napoli e di amministratori di Milano, Torino, Bologna, Firenze, Pisa, Padova – avremo una produzione nazionale effettivamente sostenibile di vaccini, solo cosi’ si sosterra’ la lotta globale alla pandemia dalla quale nessun paese e nessun continente si salva da solo (tanto meno singole regioni o aree del paese, che con fughe in avanti metterebbero a rischio l’uguaglianza dei cittadini e delle cittadine e l’unita’ della nazione), solo cosi’ avremo “imparato la lezione” della pandemia e cioe’ la necessita’ di creare un mondo diverso dal precedente pre pandemia, cioe’ piu’ giusto, piu’ solidale, piu’ efficace, migliore”. (AGI)