Cattolica Eraclea, Miliziano (Pd) su Covid hospital Ribera: ‘’Vergognoso giocare con la vita dei cittadini’’

“In questi giorni, in queste settimane, la terza ondata, aggravata dalle varianti, ha fatto collassare il servizio sanitario in Italia ed anche in Sicilia. Nella parte occidentale della nostra provincia, in primis nelle città di Sciacca e Ribera, la situazione è delicatissima con picchi di soggetti positivi che forse non avevamo mai visto prima.  Gli ospedali sono al collasso, l’ospedale di Sciacca è al collasso. Ma noi, poveri cittadini dimenticati, dobbiamo assistere ancora inermi a passerelle e belle foto di onorevoli, assessori e Presidente di Regione aspettando un ospedale per il Covid-19, quello di Ribera, che viene promesso da quasi un anno ma ancora non attivo. Una situazione ridicola che se si trasformasse in tragedia avrebbe dei nomi come colpevoli. Perché è assurdo, mi fa rabbia, vedere come la gente semplice viene presa per i fondelli da questi personaggi che di onorabile stanno dimostrando di avere ben poco”.

Lo scrive in una nota il segretario del Pd di Cattolica Eraclea Alessandro Miliziano, che aggiunge: “Una mortificazione di territorio e di professionisti inaudita. Si è passati dal promettere un nuovo ospedale che, come detto e ridetto da noi amministratori dei vari comuni vicini è un presidio di sicurezza sanitaria indispensabile,  ad un Covid-hospital inesistente, inefficiente dove si vedono solo altri soldi pubblici buttati via. Fa rabbia vedere come si elogiano questi personaggi per il lavoro svolto, ma cosa hanno fatto? Incapaci in tutto: nei tamponi, nella campagna vaccinale, nelle terapie intensive, nelle assunzioni di personale medico sanitario. Promesse, promesse e ancora promesse… che non hanno portato a nulla e noi, i nostri nonni, i nostri genitori, quelle chiacchiere al vento potrebbero pagarle con la vita. Vergogna e ancora vergogna. Mi farò promotore, insieme ad altri amministratori dei comuni vicini di richiedere al Presidente della Regione e all’Assessore regionale il perché di questa vergogna”.