Covid, la pandemia cambia tempi e riti della Settimana Santa: stop a processioni

Il Covid ha stravolto le regole sella socialità, ha imposto abitudini e tempi nuovi. L’arrivo della pandemia ha modificato i ritmi di tutti noi, modellandoli sulle esigenze che il virus impone. Ed ecco che, per il secondo anno consecutivo, celebrazioni e riti della Settimana Santa vengono assoggettate alle restrizioni anti contagio. A Firenze lo Scoppio del Carro, che dal 1622 si ripete ogni anno la domenica di Pasqua, richiamando in piazza del Duomo fedeli e turisti, si terrà con le limitazioni del caso: dal Comune spiegano che non ci sarà né corteo storico né sarà ammesso il pubblico, e che la cerimonia sarà trasmessa in diretta Tv, da una emittente che sarà scelta con bando, mentre in Duomo alcuni fedeli potranno assistere alla funzione religiosa.

Nel Napoletano, la pandemia blocca il tradizionale rito pasquale campano dei ‘fujenti’. Come era già accaduto nel 2020, le restrizioni anti-Covid rendono impensabile lo svolgimento della manifestazione, che accoglie nel Santuario della Madonna dell’Arco di Sant’Anastasia (Napoli) migliaia di persone. Santuario che resterà appunto chiuso ai fedeli dal 2 al 6 aprile. A Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, il coronavirus cancella la tradizionale processione dei ‘Pappamusci’, le coppie di confratelli della Congregazione del Carmine che dalle prime ore pomeridiane del giovedì santo e sino al tramonto del venerdì, attraversano la Città degli Imperiali scalzi, in gesto di penitenza, passando in visita tutte le chiese. Resta possibile la partecipazione alle messe, in condizioni di sicurezza, con mascherina, ingressi contingentanti in base allo spazio disponibile e distanziamento regolamentati da un servizio d’ordine.

Il vescovo della diocesi di Oria-Francavilla, monsignor Vincenzo Pisanello, ha firmato un provvedimento allo scopo di garantire la salute e la sicurezza, ricordando che “non sono ammesse processioni e altre forme di pietà popolari che comportano assembramenti e concentrazioni di persone”, in linea con quanto disposto dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri dello scorso 2 marzo.A Caltanissetta non ci sarà invece la processione delle Vare. Come nel 2020, anche quest’anno il capoluogo nisseno non potrà celebrare giovedì il rito pasquale con i gruppi statuari che l’hanno reso famoso in tutto il mondo. Anche se è stata cancellata, lo spirito della processione quest’anno continuerà nelle opere dell’artista Francesco Guadagnuolo ispirate alla processione del giovedì santo.

Cancellate anche le via crucis cittadine. Per farne rivivere le atmosfere e le suggestioni, negate dalla pandemia, l’amministrazione comunale di Sorrento ha promosso un calendario di iniziative che prenderà il via lunedì 29 marzo. Lungo le vie cittadine ed il centro storico e tutte le strade percorse gli anni scorsi dalle processioni, saranno esposti dei banner con fotografie che raffigurano momenti salienti dei cortei sacri. Giovedì e venerdì sera, inoltre, saranno trasmessi lungo corso Italia, attraverso l’impianto di filodiffusione, le marce funebri eseguiti delle bande che accompagnano le processioni e il canto del Miserere intonato dai cori.In Sardegna, saltano a Iglesias i riti della Settimana Santa: si terranno solo pochi riti all’interno delle chiese e con pochi fedeli ammessi, nel rispetto delle norme anti Covid. (LaPresse)

Nella foto il Venerdì Santo a Cattolica Eraclea (Agrigento)