Transizione ecologica in Sicilia, lettera aperta di Moncada a Musumeci

Riceviamo e pubblichiamo lettera aperta dell’imprenditore agrigentino Salvatore Moncada al presidente della Regione Nello Musumeci.

Egregio Presidente Musumeci,oggi più che mai è inverosimile ciò che continua ad avvenire in Siciliain merito alrilascio delle autorizzazioni ambientali. Infatti, in un contesto storico nel qualeè statoistituitoper la prima voltail Ministero della Transizione Ecologica edil Ministro Cingolani, pochi giorni fa,ha dichiaratoche: “L’ITALIA PUÒ ESSERE LEADER DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA”, è inconcepibile chein questa Regionesicontinuia non prendere sul serio tale argomento esi affidiil destino di questosettorenelle mani di una Commissione Tecnico Scientificasenza un ufficio fisso con il quale prendere contatti, senza una segreteria o qualcosa che vi somigli,senza consentirepertantoall’utenza di entrare in contatto con la stessa, quantomeno per conoscere l’entità dei ritardi previsti per l’emissione di unparereallorquando sono già scadutii termini perentori imposti dallanormativa per la conclusione delprocedimentoamministrativo, ma lo stesso risulta ancora nella fase “Trasmessoalla CTS per il Parere”. In questaRegione tutto funziona come se non esistessero i termini perentori per la conclusione dei procedimenti amministrativi, il tuttoperaltrosenza che allaCommissione Tecnico Scientifica ed al suo Presidente Prof. Aurelio Angelini venganoriconosciute delle responsabilitàincaso di mancato rispetto dei termini poiché per questo,la responsabilità,ricadesulresponsabile del procedimento,individuato nel caso di speciesempre nel Dirigentedel Servizio 1 dell’Assessorato Territorio e AmbienteDott. Salvatore Di Martino, il quale, a sua volta,si discolpa sui ritardi rispondendoche,nonostante sia lui il responsabile del procedimento e dunque colui che per leggedovrebbe gestire le sorti e l’andamento dello stesso, egli non ha alcun potere nel far rispettare i termini poiché le tempistiche sono dettate unilateralmente dalla Commissione Tecnico Scientifica e, di conseguenzadeduciamo,dal suo PresidenteProf. Aurelio Angelini.

Sul tema, non si usi quale scusante quella che la presenza della Commissione Tecnico Scientifica assicura che si evitino gli “incresciosi eventi”accaduti negli ultimi anni all’interno degli Assessorati della RegioneSiciliana, infatti è proprio il fatto di non rispettare tempistiche imposte dalla leggeche induce alcuni soggetti a “superare la fila” con la compiacenzasospetta, talvolta, di qualcuno.Dunque, rispetto a quanto sopra, èchiaro come sia realmente fuori da ogni logica che i Procedimenti di Verifica di Assoggettabilità a VIA, necessari per ottenere le autorizzazioni necessarie alla realizzazione degliimpianti di produzione di energia rinnovabile,debbano subire le sorti e l’inerzia di chi, nascondendosi spesso dietro il carico eccessivo di lavoro, senza assumersi alcuna responsabilità, tratta la cosa pubblica come se fosse cosa propria, disattendendo i termini perentoriimpostidalla leggeedei quali il rispettoinvece,viene da tutti auspicato per il raggiungimento degli obiettivi regionali, nazionali ed europei in tema di transizione ecologica.Ma alloraPresidente, chi è la Commissione Tecnico Scientifica? Chi rappresenta? Chi conferiscel’autoritàa questa ed al suo Presidente Prof. Aurelio Angelinidi stabilire tempi e tempistiche nelle quali gli impianti vanno autorizzati, derogando alle previsioni normative? Chi sorveglia sulla Commissione Tecnico Scientifica?

Perché nonostante i pessimi risultati riguardo lo smaltimento delle pratiche, l’Assessore Cordaro continua a dichiarareche: “Angelini non si tocca, lo abbiamo scelto noi”? A chi conviene tutto questo?Perdoni lo sfogo Presidente, ma crediamo che questa sia la naturale reazionedi una societàche, in perfetta aderenzacon quanto previsto nei piani di sviluppo delle energie rinnovabilia livelloeuropeo, nazionalee regionale,i quali auspicano ad uno sviluppo degli impianti di produzione su terreni ormai pregiudicati nella loro produttivitàagricolacome le cave esaurite,tenta di ricevere ormai da diversi mesi un parere finale in sede di Procedimento di Verifica di Assoggettabilità a VIA,relativamente ad un impianto fotovoltaico da realizzare proprio su una cava esaurita, da collegarsi ad una sottostazione già esistente (quindi senza nessun nuovo impatto ambientale), per ilquale è ormai è ampiamente decorsoil termine perentorioimpostodalla legge.Solo per ricordarlo in questa sede, proprio il suo Governo ha previsto nella bozza delnuovo PEARS 2030 che: “Gli obiettivi strategici sopraindicati[1.100 MW di fotovoltaico a terra]devono essere, in primo luogo, perseguiti, come avvenuto in altre regioni meno dotate di risorsasolare, incentivando, […] l’installazione di impianti fotovoltaici[…] sullearee dismesse (cave, miniere, discariche etc…)”.

Ma con il sistema che attualmente è in essere, come si dovrebbe incentivare tale sviluppo? Come pensate di incoraggiare gli investimenti in questa Regione? Ciò che rende gravissimo quanto sopra rappresentato è che,per taleprogetto sono giàstatispesi oltre due milionidi Euro da partedella societàproponente, divisi tra il costo di acquisto della cava, la progettazionedell’impiantoe l’acquisto dellasottostazione, mediante un investimentointeramente anticipato dalla societànell’errata convinzione che, essendoorganizzatoe pensatoin modo tale da seguire pedissequamente i piani di sviluppo delle energie rinnovabili a livello europeo, nazionalee regionale,questo non avrebbe subito particolari ritardi negli iterautorizzativi ed invece,nonostante ciò, continuare a subireinesorabilmentel’inerzia della Commissione Tecnico Scientifica e quelladi chi, nonostante non vengano rispettati i termini perentori previstidalla legge, continua a non subire nessuna ripercussione in tema di responsabilità amministrativa malgrado svolgalapropriafunzione nelpeggiore dei modi e contribuiscaanchea far perdereai giovani la possibilità di trovare un occupazione in questa Regione. Pertanto, Presidente, ritornando alla domandaprecedente:“Ma con il sistema che attualmente è in essere, come si dovrebbe incentivare tale sviluppo?”, le possiamo assicurare da operatori del settore che così facendo, nonostante le potenzialità ambientali della Sicilia, si incentivano le aziende presenti sul territorio ad andare lontanoda questaRegione e quelle che sono fuori a non immaginare neanche di investire qui.Questo poiché, a causa della burocrazia e dell’inefficienza, è sempre più forte la convinzione che chi vuol fare impresa legalmente e senza distribuire prebende in giro, senza avere nessuna amicizia politica, deve attendere il“proprioturno” stabilito arbitrariamente da qualche soggetto e non fare affidamento invece sulle tempistiche che la legge,in teoria,garantisce.

Ciò che dispiace ancor di piùe che crea molta rabbia non è solo il danno che datutto quanto sopraderiva, ma la beffa. Infatti, come successo recentemente un’altra iniziativa, non appenala societàsi rivolge al TAR per la nomina del commissario ad actache si sostituisca alla P.A. inadempienteconunulteriore aggravio di spese, miracolosamente la Commissione Tecnico Scientifica si fa viva, emette il parere prima dell’udienza inCamera di Consiglio, ma lo emettein maniera artificiosa esprimendosi negativamente sul progetto e rinviandolo, pertanto,alProcedimento di Verifica di Impatto Ambientale.Infatti, la Commissione Tecnico Scientifica non deve neanche attenersi a particolari motivazioni peresprimersi negativamente in sede di Procedimento di Verifica di Assoggettabilità a VIA eperrinviare unprogetto aProcedimento diVerifica di Impatto Ambientale. Tuttavia, così facendo,tienein ostaggio l’interlocutore e lo condanna, semplicemente ed in pochi istanti, ad altri anni di lotta per ottenere unnuovoparere, questa volta in sede di Procedimento di Verifica di Impatto Ambientale.Maa chi giova tutto questo Presidente?A chi? Perché non si cambia il sistema?Non crede che si stiano perdendoogni giorno occasioni per far crescereeconomicamente e socialmentequesta Regione? Forse la verità è che aveva ragione Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo” quando scriveva che: “Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”. Questa è la frase più vera che riassume l’operato di ogni governo che si succede alla Regione Siciliana,di qualsiasi colore politico edanche il suo purtroppo Presidente Musumeci, poiché fa troppo comodo che questa terra venga tenuta legata, venga tenuta ostaggio e che sia organizzata in modo tale da condannare chi non è suddito a stare fermo ed a subire le ingiustizie che ogni giorno gli vengono riservate.Nel frattempoche tutto quanto sopraavviene, seppur chiaramente per chi sta da quel latonon cambianulla, da questo lato passano i mesi,trascorronogli anni e con essicambiano i mercati, cambiano le tecnologie, cambiano gli scenari, cambia la sostenibilità economica dei progetti e si perdono occasioni, possibilità di investimento che nessuno ripaga.

Ma se tutto questo dovesse non incuriosireo interessare, certamente dovrebbe farlo il fattoche così facendo si perdono anche tanti posti di lavoro e con essitantigiovani che poi decidono di lasciarequesta terra per andare ad arricchire le altre regioni o le altre nazioni, i quali purtroppo vengono ricordati,con la solita retoricapolitica,solamente in occasione delle elezioni regionalio amministrative.Con la presentePresidente, si coglie altresì l’occasione per trattarecon leiil tema della gestione dei rifiutiin questa Regione. Si,perchésul tema delle autorizzazioni per poter trattare e trasformare i rifiuti in energiarinnovabile(biometano) è tutta un’altra storia, infattiprobabilmentenon basta neanche essere un suddito per ricevere un’autorizzazione,lì occorre proprio essere un prescelto per poteravere tale “privilegio”.Ciò, a scapito anche dei cittadinioltre che delle impreseche vorrebbero investire in questo settore, i qualisi trovano a doverpagaredelle tariffe sensibilmente più alte di quelle che potrebbero essere in un mercato di libera concorrenza e che, infatti, vengono pagate in altre parti d’Italiae del mondo.Possiamo errare, ma sui rifiutiil piano appare più che mai chiaro e semplice. Senza gli incentividello Statola realizzazione degli impianti di trattamentoe trasformazione dei rifiuti in energia rinnovabile (biometano)non è economicamente sostenibileed allora, considerato che gli incentivi scadono neldicembre2022,come si agisce? Semplice, si rallentano tutti i Procedimenti di Verifica di Assoggettabilità a VIAche non interessano, dopo un paio di anniquesti vengono inviati artatamente al Procedimento di Verifica di Impatto Ambientalesenza ovviare a questo dando dellesempliciprescrizioni ambientali e,così facendo,si mette nelle condizioni chiunque riceve tale ingiustiziadi averedue alternative:la prima, fare ricorso al TAR, mentre la secondadiavventurarsinelProcedimento di Verifica di Impatto Ambientale.

In entrambi i casi,comunque,l’obiettivo verràraggiunto echi non è amico non riuscirà ad ottenere le autorizzazioninecessarie in tempo utile per realizzare l’impianto ed accedere alle tariffe incentivanti scadenti a fine2022e, conseguentemente,sarà fuori dalla possibilità di poter fare concorrenza nella gestione dei rifiuti in Sicilia.E allora Presidente, chi è il responsabile di tutto questo? Chi ha interesse in tutto questo? Chi consente che tutto questo avvenga? Chi non impedisce che tutto questo avvenga? Chi vuole mantenere questa terra ancora ostaggio della povertà diffusae della ricchezza per pochia scapito dei cittadini? Chi sono i sudditi e chi sono monarchi di questa Regione? Perché non si lascia che tutto funzioni regolarmente? Perché non si lascia che vi sia una sana e libera concorrenza dalla quale la P.A.può solamente beneficiare tramite la riduzione delle tariffesullo smaltimento rifiuti? A chi fa comodo tutto ciò?A chi fa comodo avere delle tariffe sui rifiuti così alte?Solo per futura memoria Presidente, è opportuno che lei sappia che l’impiantodelloscrivente gruppo societarioidoneo a trattare e trasformare i rifiuti in energia rinnovabile (biometano)sito ad Agrigento, per il quale tuttavia mediante le dinamiche di cui sopra siamo stati costretti ad agire dinanzi al TAR, potrebbe garantire l’applicazione di una tariffa per il recupero della FORSUpari a 65,00Euro/Tonnellata (prezzo già offerto al Comune di Agrigento) rispetto agli attuali 150,00 Euro/Tonnellata pagati.Sono tutte queste le domande che noi oggi affidiamoalla sua attenzionecon la presente,sperando che lei lepossae le voglia chiarire in replica pubblica a tutta la collettività.

In parte,peraltro, con altri termini,sono le stesse che Lei stesso posedinanzi all’ARS nel novembre 2019, quando prese la parolain aulae chiese a gran voce: “Adesso chi è che ringrazia questo stop alla leggesui rifiuti? Chi ringrazia? Chi abbiamo fatto contento fuori da questo palazzo? Chi? Chi abbiamo fatto contento? Chi? Chi? Chi abbiamo fatto contento? Chi vuole bloccare questo disegno di legge? Chi è che vuole bloccare gli indebitamenti? Chi vuole bloccare che la criminalità continui a mettere le mani? Chi? Chi? Chi?” Questa Presidente, si tiene a precisare,è una lettera privadi colore politico ed apartitica, redattada una realtà imprenditoriale che avrebbe voluto continuare ad investire in questa Regione molto di più di quello che sta facendo attualmente e che da questo Governo, come dai precedenti, le viene impedito. Infatti, tutto quanto sopra lo avremmo voluto chiedere in modo meno platealerispetto a questa pubblicazione, ma purtroppo le nostre richieste formali,seppur seguite daalcunisolleciti del suo Ufficio di Gabinettoagli organi di competenza,sono rimaste inaudite e l’inerzia degli uffici dell’Assessorato Territorio e Ambiente e della Commissione Tecnico Scientifica continua a cagionare non pochi danni alla società scrivente.Grazie per l’attenzione che vorrà prestarealla lettura della presente.