Covid, pressing imprese siciliane per piano riaperture e sostegni

Le riaperture “sono assolutamente necessarie”, ma “non avrebbe senso un’accelerazione senza prospettive certe e senza un’attenta programmazione finalizzata a evitare che la situazione dei contagi scappi di mano e che si precipiti verso un nuovo lockdown”. Piuttosto, si devono approntare al piu’ presto “corposi risarcimenti a favore degli operatori”. Sceglie la strada della pianificazione ragionata la Cna territoriale di Ragusa che, nel contesto dell’assemblea del settore ristorazione, tenuta in videoconferenza e aperta a tutti gli associati, ha avuto modo di prendere atto da un lato degli umori degli imprenditori, sempre piu’ in difficolta’ a causa della chiusura delle proprie attivita’, e dall’altra delle linee politiche che dovrebbero caratterizzare questa fase molto delicata. L’assemblea e’ stata utile per dare voce agli associati del settore ristorazione (titolari di ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie…) ma soprattutto per consentire a ciascuno di loro di conoscere nel dettaglio le azioni che l’organizzazione di categoria sta portando avanti per cercare di tutelare al meglio le varie attivita’ imprenditoriali.

Nel suo intervento introduttivo, il vicesegretario Cna Ragusa Carmelo Caccamo, anche nella sua veste di responsabile territoriale Cna Agroalimentare, ha descritto l’attuale situazione di disagio che sta caratterizzando il settore, mentre il presidente Della Vecchia ha illustrato quali sono le iniziative che in campo nazionale si stanno portando avanti affinche’ possano arrivare risposte specifiche in tempi rapidi. La deputazione regionale ha sottolineato, con i parlamentari d’opposizione, che “nessun tipo di intervento decisivo e’ stato messo in campo dal governo regionale”, mentre gli esponenti della maggioranza hanno reso noto che, “nell’intercettare le esigenze sempre piu’ pressanti, e’ stato previsto uno specifico stanziamento di 250 milioni di euro di fondi europei da mettere quanto prima a disposizione degli imprenditori”. La Cna ha comunque sostenuto che le forme di sostegno dovrebbero essere a fondo perduto in quanto ulteriori linee di prestiti agevolati appesantirebbero ulteriormente l’esposizione bancaria delle Pmi del settore. Ma quali sono state le principali lamentele sollevate dagli operatori? Ritardi nel pagamento delle casse integrazioni (c’e’ stato chi ha testimoniato che, avendo un rapporto quasi familiare con i propri dipendenti, si e’ sentito in dovere di anticipare le risorse che non arrivavano e che le stesse sono state stanziate con ritardi anche di cinque-sei mesi); sostegni inadeguati rispetto ai danni ricevuti; necessita’ di accelerare quanto piu’ possibile le vaccinazioni per ritornare il prima possibile a una situazione di normalita’; riaperture in sicurezza.

A tal proposito, la Cna sta dialogando a livello nazionale con le competenti commissioni parlamentari per affrontare in maniera piu’ approfondita e specifica i temi legati agli aiuti oltre ai protocolli sulla sicurezza da definire con la massima attenzione. I parlamentari nazionali presenti, da parte loro, hanno comunicato che tra qualche giorno si procedera’ con un ulteriore scostamento di bilancio per la programmazione di nuovi interventi a favore delle imprese. A moderare gli interventi il responsabile territoriale Cna Turismo e Commercio, Alessandro Dimartino. Sono intervenuti Mirco Della Vecchia, presidente nazionale Cna Agroalimentare, Gabriele Rotini, responsabile nazionale Cna Agroalimentare, e Tindaro Germanelli, responsabile regionale Cna Agroalimentare Sicilia. E, ancora, Giuseppe Santocono, presidente territoriale Cna Ragusa, e Francesco Occhipinti, vicepresidente territoriale delegato per Cna Turismo e commercio, oltre ai parlamentari nazionali Giuseppe Pisani, Marialucia Lorefice e Maria Marzana e a quelli regionali Giorgio Assenza, Stefania Campo, Nello Dipasquale e Orazio Ragusa. (AGI)