“L’esacerbazione raggiunge il culmine a seguito dell’insistente e ingiustificata pretesa che il funzionario avanza ad Arnone di seguirlo in Questura, dato che questa richiesta, inizialmente basata su esigenze di identificazione chiaramente insussistenti, vista la notorietà e la disponibilità di Arnone di fornire i documenti personali, viene poi spiegata con l’esigenza di sottoporlo a trattamento sanitario obbligatorio, richiesta la cui abnormità è di tutta evidenza poiché viene formulata da un soggetto istituzionalmente privo di legittimazione”. Così il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Antonio Genna, che il 16 novembre 2020 ha assolto l’avvocato agrigentino Giuseppe Arnone dall’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale, scrive nelle motivazioni della sentenza. Il giudice, oltre a censurare pesantemente l’operato degli agenti della polizia, ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura per il vice questore Giovanni Giudice, all’epoca dei fatti in servizio ad Agrigento, perché avrebbe testimoniato il falso.
“Il riscontro di oggettivi e decisivi contrasti contenuto della deposizione del teste Giovanni Giudice – scrive il giudice nelle motivazioni della sentenza – emerge rispetto alle evidenze documentali e alle altre testimonianze”. In particolare, l’avvocato Arnone era accusato di aver oltraggiato il vice questore riferendosi a lui con la frase: “Ma lei cu m… è”. “La frase – secondo il giudice – giunge al culmine dell’esasperazione emotiva in cui Arnone si è trovato a seguito delle martellanti e abnormi manovre persecutorie della polizia a partire dall’inopinato ’blitz’ irrituale nel suo studio e per finire con l’inseguimento giù per le scale fino allo spiazzo antistante il bar che si trovava al piano terreno della palazzina che ospita lo studio legale”. I fatti risalgono 30 settembre del 2015 quando l’avvocato Arnone, da sempre impegnato un politica, convocò una conferenza stampa nel suo studio legale ma arrivarono i poliziotti per impedire quella che consideravano una manifestazione non autorizzata. L’episodio è stato ripreso in un video pubblicato su YouTube dallo stesso Arnone.

