Dati falsi Covid Sicilia, legale: accuse ridimensionate

“La Procura di Palermo ha recepito solo in parte l’ipotesi accusatoria della Procura di Trapani e, anche alla luce, degli ulteriori accertamenti effettuati, ha formulato solo 7 dei 36 precedenti capi d’imputazione, stralciando i capi 1 e 10 e tutti quelli riguardanti la falsificazione dei bollettini giornalieri. Il quadro accusatorio e’ fortemente ridimensionato”. Lo ha detto l’avvocato Paolo Starvaggi, legale, insieme a Fabrizio Biondo, della dirigente regionale Maria Grazia Di Liberti indagata nell’inchiesta sui dati falsi sul Covid comunicati all’Istituto di Sanita’ dalla Sicilia. Oggi il gip le ha revocato i domiciliari. “In buona sostanza – spiega – e’ rimasta in piedi l’accusa per concorso in falsita’ ideologica e falsita’ materiale. I pubblici ministeri, nella richiesta al gip, della sola misura cautelare dell’interdizione dai pubblici uffici, per Di Liberti, Madonia e Cusimano, hanno chiarito che ‘rispetto alle contestazioni avanzate davanti al Giudice di Trapani questo ufficio non contesta, allo stato, la falsificazione indotta dei bollettini giornalieri che le indagini fino a questo momento svolte hanno dimostrato avere una funzione di tipo solo divulgativo, non potendo pertanto essere considerati atti pubblici”. I pm ritengono, inoltre, prive di reale refluenza sugli indicatori le falsificazioni relative al numero di decessi, cio’ in quanto tale dato – espressione di un contagio pregresso gia’ conteggiato – non risulta tra quelli presi in considerazione dalla Cabina di Regia al fine del calcolo dei 21 indicatori. La Procura, afferma inoltre che i “dati aggregati hanno una funzione secondaria per cosi’ dire conoscitiva, cioe’ quella di informare la popolazione sullo sviluppo della pandemia”. “Cio’ spiega – dicono – perche’ questo ufficio nel modificare i capi di incolpazione provvisoria non abbia contestato la falsita’ indotta dei bollettini, che avendo una funzione solo divulgativa non rivestivano le caratteristiche dell”atto pubblico”. (ANSA)