Turismo, Doxa: per l’88% dei siciliani cucina tipica primo valore tradizionale dell’isola

Fra le tradizioni più antiche sinonimo dei valori più veri di questa terra, i siciliani mettono al primo posto la cucina tipica e il cibo di strada (88%), seguita da feste/tradizioni religiose (72%), artigianato delle ceramiche (65%) e opera dei pupi (63%). E se si chiede a un siciliano quali sono i mestieri più antichi che oggi possono essere riscoperti in chiave moderna e trasformati in progetti di vita lavorativa, al primo posto si trova il puparo (65%), seguito dall’artigiano delle maioliche (57%), dal pescatore (52%), dal pastore (50%) e dall’agricoltore (49%). E’ quanto emerge da una ricerca realizzata da Birra Messina, in collaborazione con Doxa (su un campione di 600 siciliani rappresentativo dell’intera popolazione) che mette a nudo il lato meno noto di un’isola e alcune sue caratteristiche che raccontano l’accoglienza, la passione e la ricchezza di un luogo unico al mondo. Esistono ricette note magari in una sola zona della Sicilia che i siciliani segnalano affinché non se ne perda traccia e memoria. Primo fra tutti lo sfincione palermitano, tipica focaccia con pomodoro e caciocavallo (67%), seguito dall’ormai quasi dimenticata granita ai gelsi neri (64%) e dalla pasta con i tenerumi (53%), una zuppa realizzata con gli spaghetti spezzati, la zucchina lunga siciliana e le sue foglie (i cosiddetti tenerumi). Seguono la pasta ‘ncasciata, al forno, resa celebre da alcune scene de ”Il Commissario Montalbano” (52%), la stigghiola (51%), piatto povero palermitano realizzato con le budella di agnello e la pignolata (47%), dolce tipo messinese con una montagnola di pasta dolce fritta, poi ricoperta con una glassa di limone o cioccolato. La ricerca rivela inoltre un dato che colpisce: il 12% dei siciliani ammette di conoscere poco la propria terra, mentre l’84% del campione afferma con sicurezza che prova spesso un senso di meraviglia e stupore di fronte ad aspetti inediti e poco conosciuti della propria terra. (Adnkronos)