Censis: il Covid ha ridisegnato città e stili vita

Un’organizzazione del lavoro basata su una maggiore flessibilita’, una riduzione tra il 10% e il 30% della domanda complessiva di spazi per uffici. Una presenza non piu’ costante dei dipendenti presso la sede aziendale. E, allo stesso tempo, un maggiore sfruttamento degli spazi all’aperto con un’attenzione particolare alla mobilita’ alternativa. E’ questo il futuro che ci attende secondo quanto pronosticato dal report AGI/Censis ‘Italia sotto sforzo. Diario della transizione 2020/2021’ nel capitolo ‘Lo spazio e il tempo all’epoca della pandemia’. Un futuro che prevede una diversa impostazione della citta’ almeno dal punto di vista del sistema della mobilita’ (tratte casa-lavoro) che finora si era basato sull’affollamento di mezzi e arterie stradali durante le ore di punta, con treni e autobus sovraffollati. In questo quadro, si legge nel report, oltre alla possibilita’ di immaginare una diversa organizzazione oraria, entra in gioco un’esigenza sempre piu’ sentita di usufruire maggiormente degli spazi aperti, nelle loro varie forme. A confermarlo e’ ad esempio l’aumento delle vendite di attrezzature e mezzi di trasporto per sport fuori casa, che va di pari passi con la crescente e sempre piu’ ampia offerta di lezioni di fitness, personal training ed escursionismo. I consumi ci raccontano l’interesse degli italiani non solo per le biciclette e per i monopattini ma anche per delle semplici scarpe da trekking. Anche gli enti locali hanno deciso di cogliere la palla al balzo investendo di piu’ nella mobilita’ alternativa, in un Paese in cui la centralita’ dell’auto anche nei contesti urbani resta una sorta di dogma.

In molte citta’ sono stati realizzati nuovi percorsi ciclabili che spesso passano attraverso grandi aree verdi arrivando a congiungere non solo diversi quartieri, ma anche il centro con la periferia. Nell’incentivare l’uso della bici per il pendolarismo urbano, un ruolo determinante verra’ giocato dalle aziende, dalle scuole e dalle universita’ che dovranno disporre di parcheggi, spogliatoi e facilities per i pendolari. L’altra novita’ importante riguarda il progetto degli spazi aperti. Nei parchi cittadini in questi mesi di pandemia sono state istituite numerose aree adibite all’allenamento all’aperto. Sono oggetto di interventi che cercano di interpretare questa fase anche i progetti di pedonalizzazione di strade e piazze (anche attraverso l’utilizzo del cosiddetto urbanismo tattico, con parcheggi trasformati ad esempio in aree giochi), o di riduzione della velocita’ del traffico a 30 km/h. La pandemia, infine, ci ha mostrato altri due aspetti inediti: la sovrabbondanza di superfici improvvisamente svuotate, specie nel settore terziario, e la necessita’ di reperire nuovi e ad ampi spazi per attivita’ sanitarie all’interno di edifici destinati a ben altri scopi. Due esempi tra tutti, la realizzazione di un polo di terapia intensiva alla Fiera di Milano e l’inserimento di un polo vaccinale dentro la Nuvola di Fuksas e dentro l’Auditorium di Renzo Piano a Roma. (AGI)