Prima la mappatura del fondale con un ecoscandaglio multibeam, poi il geoposizionamento di alcuni picchetti del cantiere alcuni dei quali già spazzati via dal mare: è stata questa, nelle scorse settimane, la falsa partenza dell’inizio dei lavori contro l’erosione costiera ad Eraclea Minoa. Adesso ogni attività è sospesa sul litorale, dall’1 maggio al 30 settembre, in concomitanza con la nidificazione delle tartarughe Caretta caretta e con l’arrivo della stagione estiva che richiama sulla spiaggia migliaia di bagnanti e visitatori, come si legge oggi sul quotidiano La Sicilia.
I lavori per costruire tre pennelli di massi a mare parallelamente al litorale – si legge sul quotidiano – sono stati appaltati l’anno scorso e avrebbero dovuto prendere il via già a gennaio, ma pare che il progetto preveda un’indagine del fondo marino sul quale dovrà essere appoggiata la barriera da installare. Sono richiesti dei sopralluoghi e delle relazioni tecniche e scientifiche da parte di un biologo che studi i fondali e di un archeologo per verificare se in mare, a poche decine di metri dalla spiaggia, vi siano dei resti della vicina area archeologica di Minoa. A giorni sarà indetto un bando di gara per la nomina dei due esperti che dovranno visionare il mare di Eraclea. E’ chiaro che i lavori dovranno riprendere, anche se non sono mai iniziati, a fine settembre. I marosi ogni anno non fanno altro che fagogitare decine di metri di spiaggia e di bosco demaniale, con gravi danni ambientali. Il sindaco Santino Borsellino riaccende la speranza, con l’auspicio, come riporta La Sicilia, che l’impresa possa ottenere una deroga alla ripresa dei lavori e poter recuperare il tempo perso. I lavori, che prevedono anche il ripascimento della spiaggia con la sabbia di Siculiana, devono essere completati entro un anno.
