Sanità, Zappia: ”Ora che il Covid hospital di Ribera è completo cominciamo a pensare al post pandemia”

Il covid hospital di Ribera, che è una struttura provinciale per fronteggiare il coronavirus, è già una realtà. Finalmente, dopo mesi di intenso lavoro per trasformare il nosocomio in un ospedale moderno, attrezzato con apparecchiature e personale, da 24 ore è una realtà che ha già cominciato a ricoverare i soggetti affetti dal virus. Il commissario dell’Asp di Agrigento Mario Zappia ha annunciato che da lunedì sera è operativo il reparto di terapia intensiva posizionato al primo piano, nell’ala di sinistra per chi entra. Si tratta di 10 posti letto che al momento non registrano per fortuna alcun ricovero. Il personale medico ed infermieristico è assicurato con professionisti già in servizio e con nuove assunzioni, utilizzando il doppio canale.

E’ attiva da una decina di giorni, invece, la terapia sub-intensiva, nell’ala di destra per altri 10 posti. L’indomani dell’apertura già registrava l’arrivo dei primi due ricoverati, pazienti che non dovevano essere intubati, ma assistiti con il solo casco dell’ossigeno. Allo stato attuale si registrano 5 casi di pazienti provenienti dal bacino sanitario tra Ribera, Sciacca, Valle del Belice e paesi dell’interno montano. Nel reparto covid ordinari, senza soggetti con pesanti sintomatologie, si trovano già ricoverati una dozzina di pazienti con un numero che varia periodicamente tra 10 e 15 unità. In questa area vi sono già disponibili ad essere attivati altri 24 posti letto, se si dovesse presentare la necessità. Pertanto, oggi la consistenza reale del covid hospital, istituito con decreto regionale, presenta 10 posti letto di intensiva, altrettanti di sub-intensiva e 16 su 40 di ricoveri covid ordinari.

“Ora che il covid hospital è completo con apparecchiature e personale – ha detto il commissario Mario Zappia – cominciamo a pensare al post-coronavirus per l’ospedale riberese. E’ nostra intenzione ripristinare i servizi che venivano assicurati all’utenza, dalla medicina e alla chirurgia, prima dell’arrivo del virus. Stiamo studiando gli eventuali percorsi per evitare la commistione dei pazienti. Guardiamo al futuro per capire ciò che la Regione Siciliana intende fare dell’ospedale riberese, una volta scomparso il covid-19. Lunga degenza, malattie infettive ? Bisogna guardare al nuovo piano sanitario regionale perché quello attuale è stato messo in crisi dalla pandemia”. Secondo le esigenze lamentate da amministratori comunali, forze politiche e popolazioni resta da sistemare la problematica del pronto soccorso, soppresso per legge. Viene chiesto non un semplice punto di primo intervento, ma un presidio qualificato con mezzi e personale per il territorio di una dozzina di comuni, di cui la metà montani con difficoltà di viabilità.

Enzo Minio