Livatino, cardinale Montenegro: ”La Sicilia impari dalla sua lezione”

“Nonostante le difficolta’ legate alla pandemia consideriamo questo giorno come un regalo prezioso della divina provvidenza che rende ancora piu’ bello il volto della chiesa agrigentina. Sono passati quasi trent’anni dallo storico grido di San Giovanni Paolo II nella valle dei Templi, quando, dopo aver incontrato i genitori del giudice Livatino e a conclusione della solenne celebrazione eucaristica, invito’ in modo accorato i mafiosi a convertirsi”. Lo ha detto, durante la cerimonia di beatificazione di Rosario Livatino, il cardinale di Agrigento Francesco Montenegro. “Da allora la nostra chiesa ha sentito il bisogno di conoscere meglio la figura del giovane giudice. Le testimonianze raccolte e la ricostruzione della vita del beato Livatino ci hanno spinto ad aprire la fase diocesana del processo di beatificazione – ha spiegato – . Alla sua conclusione, la documentazione e’ stata consegnata alla Congregazione dei Santi per i passaggi previsti e ha avuto la conferma nella scelta di Papa Francesco di dichiararlo martire. Si tratta del primo giudice che viene riconosciuto martire a motivo della fede professata e testimoniata fino all’effusione del sangue”. “Quanto abbiamo vissuto ci responsabilizza a testimoniare con coraggio il Vangelo con una vita di fede semplice e credibile come quella del giudice Livatino. Speriamo che questa nostra terra di Sicilia, che purtroppo ancora soffre a motivo della mentalita’ mafiosa, faccia tesoro di questa lezione”, ha proseguito. “Il pensiero e la preghiera, in questo momento, non possono non andare ai tanti magistrati, uomini delle forze dell’ordine, politici e a quanti altri sono state vittime della violenza dei malavitosi”, ha concluso il cardinale Montenegro. (ANSA)