Corruzione, maresciallo fece assumere moglie nell’Agrigentino: ”Reato prescritto”

Reato prescritto e, quindi, sentenza di condanna annullata. Queste le decisioni della Corte di Cassazione al processo a carico del maresciallo dei carabinieri Antonio Arnese e dell’avvocato Ignazio Valenza condannati, in primo grado e in appello, a 2 anni di reclusione, per l’accusa di corruzione. Arnese, all’epoca dei fatti, nel 2012, comandante del nucleo ispettorato del lavoro, avrebbe chiesto e ottenuto l’assunzione della moglie alle dipendenze dell’istituto assistenziale Casa Amica in cambio di un controllo addomesticato all’istituto di formazione Ecap. Entrambi gli enti erano presieduti da Valenza che all’epoca era pure segretario del consiglio forense. La difesa aveva sostenuto che non vi fosse alcun collegamento fra l’assunzione della donna e il controllo ispettivo. Alla dichiarazione di prescrizione si e’ arrivati perche’ i giudici della Cassazione, come chiesto anche dal procuratore generale, hanno dichiarato ammissibili i ricorsi della difesa, affidata agli avvocati Daniela Posante, Antonino Gaziano e Giuliano Dominici. In caso contrario, infatti, la sentenza di condanna sarebbe diventata irrevocabile. “E’ il miglior risultato che tecnicamente si poteva raggiungere”, – e’ il commento di Gaziano che, insieme al collega Dominici ha difeso Valenza. “C’e’ la soddisfazione della riconosciuta ammissibilita’ del ricorso – ha dichiarato, invece, l’avvocato Daniela Posante, difensore di Arnese – senza la quale si sarebbe arrivati ad una sentenza di condanna definitiva”. (AGI)