Eraclea Minoa, tombaroli di nuovo in azione nell’area archeologica: scoperti 40 scavi

Una quarantina di scavi, alcuni dei quali abbastanza profondi, sono stati scoperti nell’area archeologica di Eraclea Minoa, come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola. Ancora una volta, come accade da mesi ormai, i «tombaroli» sono entrati in azione. E lo hanno fatto verosimilmente durante la notte, perché è prioritario del resto che nessuno veda o senta nulla. Fatta la scoperta, da  parte del responsabile dell’area di  Eraclea Minoa, è stata formalizzata una nuova, l’ennesima, denuncia a carico di ignoti. Non è chiaro  – non può esserlo – se i malviventi, effettuando gli scavi archeologici
abusivi, siano riusciti a trovare ead arraffare dei reperti. Ma non è affatto escluso. Troppo spesso, infatti, i «tombaroli» tornano proprio in quell’area archeologica, il che potrebbe significare che, almeno ogni tanto, qualcosa – di valore naturalmente – riescono a tirare fuori. Il danno non è stato
quantificato. I carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea, coordinati dal  comando compagnia di Agrigento, hanno raccolto la denuncia, ma
stanno già – e da mesi appunto – indagando. Anche in occasione di quest’ultima, sgradita, presenza, i militari – si apprende dal Gds – hanno effettuato un sopralluogo per provare a recuperare indizi o elementi per tracciare una buona pista investigativa e arrivare all’identificazione se non di tutti, almeno di qualcuno, dei tombaroli che sono entrati in azione. Perché una cosa sembra essere certa, non può essere stato un solo tombarolo a scavare – e anche rapidamente – una quarantina, forse pure qualcuna di più, di buche, alcune delle quali anche profonde.

Appena a fine febbraio scorso, erano stati trovati un centinaio di piccoli scavi clandestini, buche profonde dai 10 ai 30 centimetri. Il “copione” va avanti da anni, ma negli ultimi mesi sembra ripetersi con cadenza sistematica. La stessa situazione s’era presentata a fine dello scorso dicembre. Anche allora, gli impiegati del polo museale di Eraclea Minoa trovarono più scavi, neanche tanto profondi. Scavi che però – allora come negli ultimi giorni – sono il segnale chiaro, inequivocabile, che qualcuno non soltanto riescead intrufolarsi, ma provato – e forse ci riesce pure – a cercare repertiarcheologici. Spetterà all’attività investigativa dei carabinieri stabilire se, come sembra facile ipotizzare, la «mano» sia sempre la stessa. Ossia se periodicamente l’aarea viene presa di mira e visitata da qualcuno che ha già trovato o sa di poter trovare reperti archeologici. Gli ultimi episodi sono la copia conforme di quanto accaduto nell’estate del 2019. Tanto ad agosto, quanto a luglio, erano stati denunciati, sempre a carico di ignoti, danneggiamenti analoghi. Per l’area di Eraclea Minoa, ma non soltanto, il Parco archeologico Valle dei Templi ha aggiudicato i lavori per la collocazione di un sistema di videosorveglianza. Impianti che, qualora in funzione, potrebbero dare una grossa – se non determinante – mano d’aiuto ai carabinieri.