Sud, Carfagna in Sicilia: ”Sensibilità del governo verso questa terra”

Un’intensa giornata siciliana per il ministro per il Sud Mara Carfagna. In mattina a Messina, dove ha illustrato i dettagli di quell’emendamento del governo che destina 100 milioni di euro per il risanamento delle baraccopoli messinesi, nel pomeriggio a Palermo, per incontrare a Palazzo D’Orleans il presidente della Regione Nello Musumeci. Da Messina a Palermo quindi per confermare a sindaci e amministratori regionali la sensibilita’ del governo Draghi verso una terra che vede nel Recovery una straordinaria opportunita’. “Ho scelto Messina per la mia prima visita istituzionale perche’ deve rappresentare la testimonianza del mio operato concreto e pragmatico svolto nei primi 100 giorni di governo con l’obiettivo di ridurre e azzerare le disuguaglianze; chi nasce al Sud non deve essere condannato a servizi piu’ scarsi nei trasporti, nella mobilita’, nella scuola e in altri settori”.

In municipio il ministro ha voluto esprimere, snocciolando numeri, la sua vicinanza ad una citta’ in cui sono ancora in piedi delle baraccopoli. “La citta’ dello Stretto – ha spiegato – vive da decenni il dramma della baracche con 8 mila persone, circa 2300 famiglie e bimbi, che abitano in condizioni non dignitose e meritano la massima attenzione”. Carfagna ha voluto quindi illustrare l’iniziativa del governo, che attraverso il decreto Covid ha previsto 100 milioni di euro per demolire le baraccopoli partendo da quella piu’ nota, Fondo Fucile, dove il ministro ha fatto visita subito dopo la conferenza stampa. “Abbiamo individuato nella neo prefetta di Messina Cosima Di Stani – ha annunciato – la figura del commissario straordinario per la demolizione, risanamento dell’area e il ricollocamento delle persone”.

Nel pomeriggio la responsabile per le politiche del Meridione per il governo Draghi ha raggiunto Palermo dove a Palazzo d’Orleans ha incontrato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Zone economiche speciali, nomina dei commissari, infrastrutture e Ponte sullo Stretto sono stati alcuni dei temi affrontati. “Mi sono battuta moltissimo perche’ il Piano nazionale di ripresa e resilienza stanziasse risorse significative al Mezzogiorno, una parte di queste saranno naturalmente intercettate dalla Sicilia” ha rimarcato a margine dell’incontro Carfagna osservando che “si parla tanto di sbarchi per questioni migratorie, io penso invece ai traffici di merci e materie prime, che devono vedere consolidate una infrastrutturazione in termini di industria, manifattura, logistica. E’ la strategia delle Zes, a cui ho voluto lavorare destinando una linea di finanziamento apposita all’interno del piano. Tale linea non era presente nella programmazione precedente e ammonta a 630 milioni di euro, 111 dei quali arriveranno in Sicilia”.

“Questa – ha proseguito tracciando un bilancio del suo tour siciliano – e’ una giornata importante, perche” e’ la mia prima visita istituzionale da ministro per il Sud. Con Musumeci c’e’ stata subito un’intesa sulle questioni da affrontare e da risolvere anche con un orizzonte temporale ridotto”. Numerosi i commenti alla visita istituzionali del ministro, da segnalare quello del senatore di Forza Italia Renato Schifani che si e’ concentrato sull’annoso problema delle baraccopoli messinesi. “L’attenzione del governo Draghi, stimolata dalla forte iniziativa di Forza Italia sulla inaccettabile situazione della baraccopoli di Messina, ha trovato concreta soluzione in questi giorni con lo stanziamento di ben 100 milioni di euro che serviranno a rimuovere una situazione scandalosa”.

“In casi di questo tipo – ha aggiunto – le risorse, provenienti dal Fondo di sviluppo e coesione, sono generalmente affidate alle regioni come enti attuatori. In questo intervento pero’ sara’ la prefettura di Messina e non la Regione Sicilia a doversi occupare di tutta l’operazione di risanamento. Sono stato e saro’ sempre un convinto sostenitore della strategicita’ del ruolo indispensabile svolto dalle prefetture d’Italia a presidio della legalita’, della pace sociale, del rispetto delle regole di trasparenza nel mondo degli enti locali; un patrimonio istituzionale che ho difeso con convinzione quando, a fine degli anni novanta, alcune forze politiche ne chiedevano l’abolizione. Ma ritengo che il governo sulla vicenda Messina abbia commesso un errore, ancora emendabile, nel non affidare alla Regione Sicilia il compito di soggetto attuatore del programma.

“Le Prefetture – ha concluso Schifani – quando chiamate a svolgere compiti diversi da quelli loro tipicamente assegnati, hanno infatti la doverosa esigenza di organizzare strutture di uomini e mezzi esterni al loro ufficio, mentre le regioni, grazie alla loro dotazione di specifiche risorse umane ed organizzazione interna, appaiono l’organo piu’ adatto a dare una risposta piu’ immediata alla rimozione di questa inaccettabile emergenza. Una risposta che, in questo caso, deve essere la piu’ rapida possibile”. (ITALPRESS)