Brusca libero, vescovo Pennisi: ”Ripari fino in fondo scia di dolore”

“Conosco la scia di sangue e dolore che ha lasciato dietro di se’. Molti dei suoi delitti sono stati commessi nel territorio della mia diocesi”. Lo afferma l’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi, sulla scarcerazione di Giovanni Brusca, il boss pentito di San Giuseppe Jato, responsabile della strage di Capaci e di circa 150 omicidi, compreso quello del piccolo Giuseppe Di Matteo. “Una cosa e’ la conversione cristiana, un’altra la collaborazione con la giustizia. Non bisogna fare confusione tra pentito e convertito”, dice al Sir il prelato al lavoro nella commissione creata da Papa Francesco in Vaticano per la scomunica delle mafie. “Non si conoscono i sentimenti di Brusca”, prosegue Pennisi che afferma di porsi “emotivamente dalla parte delle vittime che hanno bisogno di verita’ di giustizia”.

Monsignor Pennisi invita i collaboratori di giustizia a “fare penitenza per tutta la vita per gli atroci delitti commessi, riparare al male fatto, chiedere perdono ai familiari delle vittime e applicare la giustizia riparativa. La questione centrale di fronte alla sua scarcerazione e’ profonda e non attiene solo alle norme del diritto. Riguarda la verita’”. A gennaio, l’arcivescovo di Monreale, in occasione del 25esimo anniversario dell’uccisione dei piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido dopo 779 giorni di prigionia, parlo’ di “omicidio spietato che mostro’ il volto disumano della mafia ed ebbe l’effetto di aumentare l’orrore popolare verso il fenomeno mafioso”, esprimendo “la piu’ dura condanna per chi ha commesso questo atroce delitto, che denota la mancanza del santo timor di Dio e dei valori morali fondamentali a partire dalla la sacralita’ della vita umana e dal rispetto degli elementari diritti dei bambini e prego il Signore perche’ converta i loro cuori dia loro la forza di riparare il male fatto”. (AGI)