Archeologia, lavori a Palazzo Normanni: emerge Sicilia medievale

Ceramiche islamiche e normanne, produzioni nordafricane e sveve. L’area in cui sorge Palazzo dei Normanni, residenza imperiale di Federico II, regala oggi conferme della stratificazione di culture che “Stupor Mundi” proteggeva e valorizzava. I lavori di ammodernamento dell’impianto fognario di Palazzo dei Normanni, che stanno comportando anche la risistemazione di piazza del Parlamento, hanno restituito interessanti testimonianze di eta’ medievale. In particolare, nel corso degli scavi – effettuati sotto la direzione tecnico-scientifica della Soprintendenza Beni culturali di Palermo, guidata dalla dottoressa Selima Giuliano, e in particolare della Sezione Archeologica, diretta dall’architetto Maria Rosaria Marrone – sono emerse strutture murarie di eta’ medievale, anche di spessore significativo, realizzate con varie tecniche di costruzione (blocchetti regolari in calcare biancastro disposti in filari alternati), pietrame grossolanamente sbozzato legato con malta di terra, strutture in mattoni crudi). L’area, spiegano gli archeologi Monica Chiovaro e Antonio Di Maggio, non era libera cosi’ come oggi appare ai nostri occhi, bensi’ densamente occupata da edifici, alcuni anche significativi, verosimilmente demoliti all’inizio dell’eta’ moderna per consentire la realizzazione di una piazza d’armi. Tra i reperti rinvenuti vi sono numerose espressioni di ceramica islamica e normanna, quali catini carenati, coppe emisferiche a breve tesa, anfore con solcature sulla superficie e pennellate in bruno, ceramica a spirali. Meno numerosi, i prodotti di eta’ sveva (ceramica solcata di importazione tirrenica e le produzioni nord-africane decorate con i colori cobalto e manganese). Inoltre, in un tratto di trincea, caratterizzato da uno spesso strato di bruciato, sono stati rinvenuti molti frammenti di vetro, spesso con tracce di una prolungata esposizione alle alte temperature. (AGI)