Utilizzavano ambulanze per trafficare droga, 8 arresti a Messina

Utilizzavano ambulanze per traspotare droga durante nelle “zone rosse” durante il periodo del loskdown. Per questa accusa i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina insieme al personale dello Scico di Roma hanno eseguito 8 arresti per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’inchiesta, diretta dalla procura di Messina, ha disarticolato un’associazione criminale che commerciliazzava elevati quantitativi di droga nel capoluogo peloritano e a Catania, con propaggini anche Roma e a Pescara. In due distinte oeprazione, sono state sequestrati oltre 65 chili di marijuana.

Le indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina hanno portato gli inquirenti a ricostruire – grazie a una serie di intecettazioni telefoniche e ambientali – tutte le fasi del traffico: dalla pianificazione al trasferimento di ben tre carichi di sostanze stupefacenti, uno dei quali destinato a Pescara e due in Sicilia. Nel dettaglio, nel febbraio di quest’anno, le Fiamme Gialle hanno intercettato la consegna di un primo carico di circa 25 chilogrammi di sostanza stupefacente destinata a Pescara, a favore del pregiudicato S.M. cl. 72, elemento di spicco del noto clan pescarese Spinelli di etnia rom. La partita di droga veniva procacciata dai siciliani S.C. e S.G., trasportata dai corrieri F.G. e M. F. e fornita dal romano F F. alias Gianpiero. Un secondo carico, di circa 30 chilogrammi di sostanza stupefacente di tipo marijuana, questa volta da far recapitare a Messina, sempre su input dei narcotrafficanti siciliani S. G., S. C. e L.P., veniva nuovamente commissionato ai “corrieri” messinesi F.G. e M.F., a Roma, dal medesimo fornitore F.F. alias Gianpiero.

In entrambe le occasioni, per il trasporto dei due carichi di droga – a Pescara e a Messina – ed eludere i controlli di Polizia, intensificati dalle misure restrittive per l’epidemia da Covid 19, l’organizzazione utilizzava un’autoambulanza di una onlus messinese. Proprio in tale occasione, non avendo notizie del corriere ed ipotizzando come questi fosse fuggito con il carico, i componenti dell’organizzazione erano pronti a vendicarsi con i familiari: “ci ammazziamo la famiglia direttamente…saliamo la e lo scotoliamo”? “che gli sia passato per la testa che si poteva vendere quel coso e se ne scappa con i soldi….gli ammazziamo la mamma, la sorella, i figli, la moglie…che ha figli…moglie?…che ha?….gli sequestriamo la famiglia qua..”.

Una quindicina di giorni dopo, quindi, nonostante l’intervento repressivo eseguito, i narcotrafficanti siciliani non demordevano, organizzando un terzo carico, di circa 35 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, sempre da recapitare in Sicilia e sottoposto a sequestro allo sbarco allo scalo commerciale di Tremestieri a Messina. La sostanza stupefacente è stata recuperata dal medesimo fornitore romano F. F. (Gianpiero) e trasportata, fino al capoluogo peloritano, da due corrieri catanesi, A. M. cl. 73 e P. S. cl. 74 che, nell’occasione, si servivano questa volta di un autoarticolato per il trasporto di alimenti. Anche tale espediente, tuttavia, non gli consentiva di portare a compimento l’illecito disegno criminoso. In sintesi, le odierne indagini, oltre ad aver represso un lucroso traffico di droga sull’asse Roma-Pescara-Messina, hanno l’importante risvolto di aver documentato un consolidato e stabile collegamento criminale fra il noto clan pescarese Spinelli di etnia rom (imparentato con i noti potenti clan romani di etnia rom dei Casamonica e degli Spada che, dagli anni 90 ad oggi, sono balzati agli onori della cronaca per i collegamenti con diverse organizzazioni criminali quali la ‘ndrangheta, la camorra, la sacra corona unita e la criminalità di stampo albanese, soprattutto per quanto attiene il traffico di sostanze stupefacenti) ed esponenti contigui ai noti e blasonati clan siciliani “Spartà” di Messina e “Santapaola-Ercolano” di Catania. (askanews)