Girgenti Acque, procuratore Patronaggio: ”Truffa sulle bollette”

“Le investigazioni dei carabinieri del Noe hanno permesso di disvelare la mancata o insufficiente depurazione delle acque e una truffa nelle tariffe imposte ai consumatori e agli enti pubblici. E’ noto, perche’ abbiamo fatto 13 sequestri di impianti, che gli indagati non hanno efficacemente depurato le acque e invece in bolletta figurava il costo della depurazione. Molte associazioni di consumatori hanno protestato e abbiamo lavorato anche in tal senso”. Lo ha spiegato, durante la conferenza stampa sugli 8 fermi eseguiti nell’ambito dell’inchiesta su Girgenti Acque, il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio. “Nonostante la ricchezza di acque, in questa provincia il bene non e’ accessibile a tutti. Ecco dove nasce l’azione investigativa dell’Arma. Da un lato, abbiamo i ‘signori dell’acqua’ che con un’azione criminale, affiancata da una mala gestione, creano un danno erariale principalmente a carico dei cittadini che non hanno acqua potabile, non hanno acqua depurata, subiscono un danno alla salute e all’ambiente – ha spiegato il colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento – . Ecco, dunque che interveniamo noi, a proteggere la nostra gente, a tutelare i diritti alla salute e all’ambiente”. “Dietro c’e’ sempre il guadagno economico. Risparmiare i costi di depurazione e’ una consuetudine ed e’ fondata – ha spiegato il tenente colonnello Pasquale Spataro, comandante del gruppo carabinieri tutela ambientale di Napoli – . Piu’ depuro e piu’ produco fanghi che sono un rifiuto. Una tonnellata di fango per smaltirla necessita di 120 euro. In questo caso, la procedura e’ stata la piu’ semplice: si ometteva totalmente la depurazione e cio’ che confluiva nei corsi d’acqua era il refluo fognario tale e quale”. (ANSA)