Girgenti acque, procuratore aggiunto Vella: ”C’è chi ha saputo dire di no agli illeciti”

«Non era impossibile resistere a Marco Campione. E c’è chi lo ha fatto, ad esempio Carmelo Salamone che era uno dei soci della Girgenti Acque e che denunciava pubblicamente, con carte alla mano, e veniva umiliato all’interno della società, anche dagli strumenti societari di controllo che erano compiacenti. Ma ci sono state anche altre voci: il cardinale Francesco Montenegro s’è speso molto per l’acqua pubblica, ma anche politici. Ci sono stati coloro che hanno fatto delle dichiarazioni importanti, ponendosi in contrasto con l’andazzo complessivo. Si poteva quindi resistere a Marco Campione e dire di “no”, allontanandolo dall’ufficio dei sindaci». Lo ha spiegato ieri mattina – come riporta il Giornale di Sicilia – durante la conferenza stampa sugli otto fermi nell’ambito dell’inchiesta sull’ente gestore del servizio idrico per la provincia di Agrigento, il procuratore aggiunto Salvatore Vella.
L’inchiesta, denominata «Waterloo», si è avvalsa di penetranti attività di intercettazioni di comunicazioni e di consulenze tecniche in materia contabile ed ambientale. Ed è stato disvelato – secondo la Procura – una potente azione di lobbying e la creazione di un vasto sistema di corruttele volto ad eludere i controlli. «Fra chi ha detto un no fermo, duro e irremovibile c’è stato anche l’ingegnere Alberto Avenia del Comune di Favara – ha spiegato, sempre durante la conferenza stampa, il procuratore aggiunto Vella – . Un “no” alle attività illecite che gli venivano chieste e non si muove un passo e non gli succede nulla. Sfatiamo il mito che certe cose in questa provincia non si possono fare perché anche ad un signore indiscusso e molto potente come era Marco Campione si poteva dire di no». Vella ha anche evidenziato una difficoltà investigativa della Procura: «Abbiamo dovuto creare una squadra blindata, che non facesse venir fuori le notizie e che riuscisse a lavorare seriamente su questi fatti perché, fra i soggetti coinvolti vi sono anche appartenenti alle istituzioni e alle forze di polizia che avevano creato una sorta di cordone a tutela delle attività di Campione e da questi soggetti anche noi ci siamo dovuti bonificare».