Girgenti acque, Campione e altri quattro fermati in silenzio davanti al gip

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere oggi davanti al gip di Agrigento per l’udienza di convalida l’ex presidente di Girgenti Acque Marco Campione e altri quattro fermati nell’ambito dell’inchiesta Waterloo.

Come riporta l’agenzia di stampa Agi, gli interrogatori di convalida dell’operazione “Waterloo”, sul cosiddetto “sistema Campione” – ovvero la rete criminale che, secondo la Procura di Agrigento, sarebbe stata messa in piedi dal presidente di Girgenti Acque – si sono aperti con l’audizione dell’ex presidente di Hydortecne, societa’ gemella di Girgenti Acque, Pietro Arnone. L’ex braccio destro di Marco Campione, ritenuto uno dei “promotori e organizzatori dell’associazione”, assistito dal suo difensore, l’avvocato Giuseppe Dacqui’, e’ comparso per primo della saletta interrogatori del carcere di contrada Petrusa. Il suo legale ha chiesto al gip di non convalidare il fermo e non emettere alcuna misura cautelare non sussistendone i presupposti di legge. Ha sostenuto, inoltre, che “non vi e’ alcun pericolo di fuga di Arnone peraltro privo del passaporto e che non si e’ mai allontanato dal territorio agrigentino nonostante gli fosse nota la circostanza, (per come diffuso dai media) – scrive il difensore in una nota – che pendeva nei suoi confronti una richiesta di misura cautelare”. Dacqui’, inoltre, ha sostenuto che alcuni dei reati sarebbero prescritti cosi’ come non sussisterebbe alcun pericolo di reiterazione del reato “considerato che Arnone aveva gia’ dismesso la carica dal lontano 2019 e che in ogni caso al societa’ Hydortecne srl e’ stata dichiarata fallita il 10 giugno scorso”.

Campione, intanto, ha integrato il suo collegio di difesa, del quale fanno parte da tempo gli avvocati Lillo Fiorello e Omar Giampaolo Mohamed Amhed, aggiungendo l’ex pm palermitano Antonio Ingroia. Oltre al sessantenne imprenditore e ad Arnone, sono finiti in carcere: Calogero Patti, 53 anni, dipendente di Girgenti Acque; Angelo Piero Cutaia, 51anni, direttore amministrativo di Girgenti Acque; Gian Domenico Ponzo, 54 anni, direttore generale Girgenti Acque; Francesco Barrovecchio, 61 anni, responsabile tecnico Hydortecne; Calogero Sala, 61 anni, direttore tecnico e progettazione Girgenti Acque; Igino Della Volpe, 63 anni, membro del consiglio di amministrazione di Girgenti Acque. Della Volpe, assistito dal difensore, l’avvocato Daniela Posante, era stato fermato a Taranto e l’interrogatorio si e’ celebrato in videocollegamento davanti al gip del tribunale pugliese Rita Romano.

Il commercialista, che nel corso degli anni ha avuto svariati incarichi in Girgenti Acque e Hydortecne, ha risposto per circa due ore alle domande del giudice dicendosi estraneo ai fatti. “Non ho fatto parte di alcuna associazione, anzi ho avuto spesso un atteggiamento critico nei confronti della gestione della societa’”. Su alcune contestazioni relative a doppie fatturazioni e irregolarita’ contabili, Della Volpe si e’ giustificato parlando di “leggerezze procedurali”. A Verbania viene sentito Barrovecchio, con le stesse modalita’. Gli altri indagati (che hanno nominato come difensori gli avvocati Giuseppe Scozzari, Giuseppe Dacqui’ e Vincenzo Campo) saranno interrogati a seguire. Il gip, entro domani pomeriggio, dovra’ pronunciarsi sulla richiesta di convalida del fermo disposto dal procuratore Luigi Patronaggio, dal suo vice Salvatore Vella e da un pool di sostituti composto da Sara Varazi, Antonella Pandolfi e Paola Vetro. Centoundici i capi di imputazione a carico di 84 indagati. Su tutti l’associazione a delinquere, la truffa, la corruzione e l’abuso di ufficio. L’inchiesta ipotizza, in sostanza, che Campione, attraverso la distribuzione a pioggia di posti di lavoro, consulenze o anche regalie e corruttele di altra natura, abbia ottenuto l’asservimento di politici di tutti i livelli, pubblici funzionari, forze dell’ordine, professionisti e pure una parte della stampa anche se, nel provvedimento, in questa fase, si fa riferimento a un solo giornalista indagato. (AGI)