Torture a disabili a Licata, colonnello Stingo: ”Sevizie per puro sadismo e video per qualche like”

“Non abbiamo abbandonato le vittime e siamo rimasti al loro fianco. Anche dopo gli ultimi arresti di aprile abbiamo continuato a indagare riuscendo a identificare tutti i colpevoli e a far emergere un’ulteriore caso di violenza. Nonostante le minacce e, poi, il tentativo di ostacolare il corso della giustizia con il pagamento di una somma di denaro, siamo riusciti a convincere le vittime a mantenere una linea di rigore e abbiamo portato in carcere i torturatori”. A dirlo all’Adnkronos è il comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, il colonnello Vittorio Stingo, dopo gli sviluppi dell’inchiesta di Licata sulle torture ai disabili che ha portato oggi a quattro misure cautelari e alla scoperta di una nuova vittima, oltre che al tentativo di comprarne il silenzio. Tentativo fallito, proprio per la vicinanza dell’Arma al giovane disabile.  Le vittime del branco, composto da una decina di persone tra cui anche minori non imputabili, erano diversamente abili e, in un caso, un anziano preso a sassate. “Violenze gratuite – spiega il colonnello Stingo – realizzate per puro divertimento e sadismo e postate sui social per ottenere like”. Torture realizzate in pieno giorno e anche in strada senza che nessuno dei passanti intervenisse a difesa delle vittime. “A fronte anche di mille ‘mi piace’ nessuno ha denunciato”. Le indagini sono scattate proprio grazie alle immagini postate sui social, che hanno permesso agli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura di Agrigento, di fare luce su uno spaccato di umiliazioni e violenze gratuite.  (Adnkronos)