Mafia, tensioni dopo omicidio Calì: ”Qui ci tirano in mezzo di nuovo”

Le indagini della Dda di Palermo che questa mattina hanno portato all’esecuzione di undici misure cautelari da parte dei carabinieri nei confronti di boss e affiliati della famiglia di Torretta e del mandamento mafioso di Passo di Rigano, hanno documentato il persistente e saldo legame con esponenti di spicco di cosa nostra statunitense capace, da un lato, di condizionare, attraverso propri emissari, gli assetti criminali torrettesi e, dall’altro, essere fonte di tensioni come in occasione dell’omicidio del mafioso newyorkese Frank Calì, esponente apicale della famiglia Gambino di New York e boss con cui la famiglia di Torretta era in stretto legame. L’omicidio di Calì ha portato alcuni boss, quelli ancora fedeli alla dottrina di Riina, a pensare che gli americani potessero ritenere i siciliani responsabili della morte. “Qui ci tirano in mezzo di nuovo” hanno detto l’indomani dell’omicidio. Proprio per scongiurare questa ipotesi subito dopo l’omicidio del mafioso americano Frank Calì detto ‘Franky Boy’, avvenuto a Staten Island (New York) la sera del 13 marzo 2019, i carabinieri documentarono la partenza per gli Stati Uniti del figlio di uno degli indagati, che, durante la sua permanenza a New York, si relazionava anche con elementi ritenuti appartenere alla locale organizzazione mafiosa, fra cui proprio l’emissario monitorato nel torrettese nel settembre 2018. Rientrato dal viaggio, il giovane riferiva il clima di profonda tensione creatosi sulla sponda americana, esprimendo le proprie valutazioni sulla possibile successione di Calì alla guida della compagine mafiosa americana. Contestualmente, a Torretta si registravano i commenti “di prima mano” di alcuni degli indagati che conoscevano personalmente Frank Calì e che, in un primo momento, avevano temuto che l’episodio potesse ingenerare una pericolosa escalation di violenze nella quale rischiavano di rimanere direttamente coinvolti anche altri soggetti a lui vicini, considerati attivi nel contesto mafioso americano. (LaPresse)