Pd, Letta lancia Agorà a Palermo e punta al 2023: ”Partito intelligenza collettiva per tornare a vincere”

Enrico Letta è seduto in settima fila, al centro del grande campo di villa Filippina, a Palermo. Dà il via alla prima delle ‘pre Agorà democratiche’ che nelle intenzioni del segretario saranno “il più grande esercizio di democrazia partecipativa che il Paese avrà mai fatto”. La premessa è chiara: “Non è un convegno, non ci sono gerarchie”.C’è “un campo da allargare” attraverso una “rigenerazione della politica”, insiste il leader dem, che intende tracciare una ‘terza via’ rispetto alle due rotte segnate dai partiti negli ultimi anni. Le Agorà democratiche, spiega, saranno espressione di “democrazia partecipativa, non diretta.Voglio marcare la differenza – sottolinea Letta – la democrazia diretta non ci appartiene, non è stata un grande successo in Italia. La leghiamo a Rousseau, noi costruiamo un’altra cosa”. Il Pd che il segretario ha in mente prende le distanze, poi, anche dal modello ‘dell’uomo solo al comando’.

“Non ci arrendiamo all’idea che la politica sia fatta solo da partiti del leader, in cui la partecipazione è fare la claque. Noi vogliamo lanciare il partito dell’intelligenza collettiva contro il partito del capo, perché il partito del capo non va da nessuna parte, serve solo al capo”, dice. Si riparte dalla piazza, allora, sia quella reale che quella virtuale, nel tentativo – ambizioso – di riportare ‘a casa’ tutte le energie che ci sono al di fuori dei partiti e che fecero grande ‘il primo Ulivo’ di Romano Prodi. La tecnologia permette oggi nuovi percorsi, di qui l’idea della piattaforma digitale, sperimentate anche in Europa con la ‘Conferenza sul futuro dell’Ue’, che è in fase di ultimazione: sarà attiva da settembre a dicembre e contribuirà a convogliare le proposte che poi potranno far parte del programma di centrosinistra. “E’ un processo lungo e faticoso – ammettono dal Nazareno – ma può funzionare ed è l’unico che può far rinascere il Pd”.Letta ha intenzione di giocarsi la partita. Seduto, ascolta i contributi di tutti. Le regole d’ingaggio prevedono 4 minuti a intervento. Don Ciotti se ne prende qualcuno in più. Loda l’iniziativa del leader, ma non risparmia i dem sulla Libia o le armi vendute all’Egitto “che non dice la verità su Giulio Regeni e tiene prigioniero Patrick Zaki” e chiede “ius soli, costi quel che costi”.

A villa Filippina c’è anche il leader di Leu Pietro Grasso, che aderisce alle Agorà (e si aggiunge così a Roberto Speranza e a Paolo Ciani di Demos), ma ci sono anche un medico di famiglia, una dirigente scolastica e tanti giovani. “I leader non parlano, ascoltano”, spiega il vicesegretario dem Peppe Provenzano. Insieme a lui Letta inizia la sua giornata palermitana, senza telecamere, per le vie dello Zen, quartiere alla periferie di Palermo. Letta si sofferma a lungo con Mariangela Di Gangi, madre del ‘Laboratorio Zen insieme’ che da oltre 30 anni è sul territorio “per il superamento di ogni forma di marginalità e per la valorizzazione della cittadinanza attiva”. Nel pomeriggio, a palazzo dei Normanni, Letta incontra poi i rappresentanti regionali di Cgil, Cisl e Uil e i consiglieri regionali dem all’Ars. Emergenza sanitaria, rifiuti e lavoro le priorità sul tavolo, insieme ai fondi del Pnrr da utilizzare bene per far ripartire il sud.

E se Matteo Salvini, da Siena, garantisce che “di tutto per restituire a Letta tanto tempo libero, per i suoi hobbies, per le sue passioni, per i suoi amici, per Parigi”, sperando di batterlo alle suppletive, il segretario dem tira dritto: “Il metodo è quello giusto. Dentro le Agorà c’è il germe di una rivoluzione che dà la forza a chi ha più idee e non a chi ha più potere. Chi ha più idee influenzerà la vita del nostro partito.Questo tornerà a dare fiducia ai cittadini. Nel 2023 quando, con una coalizione democratica, avremo vinto le elezioni politiche – azzarda – vorrei che ci voltassimo indietro e ricordassimo che tutto questo è cominciato a Palermo, il 19 luglio, il giorno della nostra rinascita”. (LaPresse)