Paziente Covid si suicida in ospedale a Palermo

Affrontare anche il Covid oltre alla grave patologia di cui soffriva potrebbe avere avuto un notevole impatto sul suo stato psicologico, portandolo a compiere il gesto estremo di togliersi la vita. L’ha fatto in piena notte: erano circa le 3 e trenta, quando il paziente, un sessantenne, si e’ buttato dalla finestra del terzo piano dell’ospedale Cervello, a Palermo. Era ricoverato nel reparto di terapia subintensiva respiratoria. La tragedia, spiega l’azienda sanitaria Villa Sofia-Cervello, si e’ consumata in pochi secondi “nonostante l’intervento degli operatori sanitari”. “Come assessorato abbiamo acquisito una relazione, l’azienda sanitaria ha aperto una inchiesta interna. Intanto, massimo rispetto per la vittima e per i suoi familiari ai quali manifesto il profondo dolore dell’amministrazione”, dice l’assessore regionale alla Salute in Sicilia, Ruggero Razza. La Procura ha raccolto le prime informazioni e sta valutando carte e testimonianze. “Serve fare una riflessione sulla gestione dei pazienti Covid dal punto di vista dell’assistenza e del sostegno psicologico, coinvolgendo anche le loro famiglie perche’ purtroppo dovremo convivere col virus per qualche anno – afferma l’assessore Razza – Bisogna riflettere su un modello nuovo per dare sostegno ai pazienti che vengono ricoverati in regime ordinario”. “Per chi si trova in sub-intensiva o in intensiva il discorso e’ piu’ complesso – prosegue – poiche’ ci sono dei protocolli di sicurezza piu’ restrittivi per garantire la massima sicurezza”. Dell’esigenze di trovare “nuove formule” parla anche l’eurodeputata della Lega, Francesca Donato, “per non trasformare l’isolamento di questi reparti in un’ulteriore pena per i degenti e i loro familiari”. (ANSA)