Primi segnali di allarme nelle regioni e nelle province, dove sembra attenuarsi la frenata dei contagi: a rilevarli e’ il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). “Seppure a livello nazionale sembra che siamo al picco dell’incidenza dei positivi, ci sono segni di allarme a livello regionale e provinciale”, osserva il matematico. La sua analisi indica che la frenata della crescita dei contagi si sta attenuando in sei regioni: Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Puglia e Valle d’Aosta. Si registra inoltre un rallentamento del calo dell’incidenza media dei positivi nel Lazio, in Sardegna e in Umbria, mentre nella provincia autonoma di Trento e Sicilia la riduzione e’ quasi nulla. L’analisi del matematico indica inoltre che sono 5 le province che nell’ultima settimana registrano un’incidenza piu’ che doppia rispetto a quella della settimana precedente”. Si tratta di Matera, dove l’incidenza e’ aumentata da 19 a 40 casi ogni 100.000 abitanti, Lecco (da 8 a 21), Macerata (da 51 a 111), Enna (da 58 a 135) e Aosta (da 14 a 38). Sono molte invece, prosegue Sebastiani, le province con un’incidenza maggiore di 100 casi a settimana 100.000 abitanti”. Considerando “i segnali di cambiamento di trend a livello regionale – rileva Sebastiani – bisogna fare molta attenzione” e non va trascurato, infine, “il rischio della comparsa di nuove varianti pericolose”. L’incidenza e’ al momento maggiore di 200 casi a settimana su 100.000 abitanti a Cagliari (307) e Caltanissetta (205); e’ poi compresa fra 100 e 200 a Ragusa (188), Rimini (171), Pistoia (142), Lucca (138), Livorno e Sud Sardegna (136), Agrigento ed Enna (135), Firenze (127), Rovigo (125), Pisa (124), Prato (121, Verona (120), Imperia (114), Fermo (113), Trapani e Macerata (111), Arezzo (106), Treviso (104), Palermo (101) e Ferrara (100). (ANSA).
