Santa Margherita Belìce, cane randagio investito adottato a Reggio Emilia

Ares, un anno e mezzo di età, brutalmente investito e lasciato in coma in mezzo alla strada con il femore spezzato il 25 ottobre scorso, è stato adottato, e il 24 agosto andrà a Reggio Emilia, dalla sua nuova famiglia. È un momento di grande commozione, questo, all’Oasi Ohana, il rifugio per cani randagi e abbandonati fondato sei anni fa da Chiara Calasanzio a Santa Margherita di Belice (AG) e che attualmente ospita circa 120 cani.

Era il pomeriggio del 25 ottobre del 2020, quando Chiara e il suo compagno Mauro stavano tornando a casa in auto. Improvvisamente Mauro compie una brusca sterzata per evitare di investire qualcosa che era immobile al centro della strada: “Sono scesa dall’auto e Ares era lì, immobile, sembrava morto. E invece respirava ancora” racconta oggi Chiara, che ricordando quei momenti non riesce a trattenere le lacrime.

La corsa dal veterinario conferma che la situazione è gravissima: Ares, oltre alle contusioni e al femore spezzato, ha un trauma cranico ed è in coma. “Sono rimasta accanto a lui due giorni e due notti, cambiandogli le flebo e i pannolini. Non dava segni di ripresa. Poi, il 27 ottobre, due giorni dopo il ritrovamento, il miracolo: mentre stavo sonnecchiando con la testa accanto alla sua ho visto i suoi occhi aprirsi. Dopo la nascita di mio figlio Mattia quello è stato il momento più bello di tutta la mia vita” racconta Chiara, che per altri cinque giorni non lo ha mai lasciato da solo perché seppur sveglio dal coma era molto intontito.

Dopo diversi giorni ha iniziato a riprendersi e una volta riassorbiti ematomi e trauma cranico, il problema era il femore. Quando i medici erano pronti per operarlo per il riallineamento, la sua coscia ha iniziato a gonfiare fino ad esplodere. È rimasto tre settimane ricoverato in clinica affinché si rimarginasse il “cratere” che si era creato. Un mese fa, quando i frammenti ossei hanno ricominciato ad infettare i tessuti della gamba, Ares è stato ricoverato in clinica a Trapani e operato, per porre fine al problema. Ora ha una leggera zoppia ma condurrà una vita perfettamente normale.

“Vivo un vortice di emozioni – racconta ancora Chiara – Sono felicissima che Ares abbia trovato una famiglia che lo amerà per tutta la vita e lo tratterà come un principe, ma sono ovviamente triste e provata per il fatto che, tornando in Oasi, non lo troverò più ad attendermi. Lui era diventato il simbolo di Ohana, da tutta Italia abbiamo ricevuto regali per lui, peluche, copertine con il suo nome ecc. perché tutti si erano affezionati a lui. Ma prima dei nostri sentimenti viene il benessere dei nostri pelosi ed è giusto lasciarlo andare” conclude Chiara.