Migranti, vertice in procura Agrigento: indagini internazionali

Vertice in procura ad Agrigento, organizzato dal procuratore Luigi Patronaggio, sull’emergenza legata agli sbarchi a Lampedusa. Nel corso della riunione, insieme ai vertici delle forze dell’ordine, si e’ fatto il punto sull’ultimo maxi sbarco di 539 persone, alcune delle quali con evidenti segni di tortura. L’ipotesi investigativa privilegiata e’ che a manovrare gli approdi possano esserci dei professionisti delle tratte che, servendosi di scafisti, organizzerebbero i viaggi con destinazione le coste agrigentine. In tal senso gli sforzi verranno “condivisi” anche con la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e con indagini internazionali.

Nel summit si e’ discusso anche del sovraffollamento e del rischio sanitario all’hotspot di Lampedusa. Nel vallone di contrada Imbriacola, sede del centro, dove ci sono le vasche di laminazione s’e’ creata una fogna a cielo aperto: Legambiente aveva presentato un esposto in Procura denunciando “un gravissimo caso di degrado e di inquinamento ambientale”. Le indagini sono state delegate ai carabinieri del centro Anticrimine e natura di Agrigento e sono finalizzate a verificare, sottolineano fonti della Procura, eventuali rischi per la salute pubblica. Questo perche’, fra i reflui fognari finiscono anche i liquami di chi e’ affetto da Covid-19, da difterite e, in passato, anche da tubercolosi. Nelle prossime settimane, verra’ effettuato un sopralluogo mirato. Altra questione affrontata e’ stata quella delle continue fughe di migranti, in stato sorveglianza sanitaria anti-Covid, dal centro d’accoglienza Villa Sikania di Siculiana. (AGI)