Dal turbinio di emozioni de “L’ultima estate” alla scoperta su “Che fine ha fatto la magistratura”

Apprensione, paura, rabbia, delusione, sconforto. Nonostante la storia dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sia tristemente nota a tutti, ieri sera, al centro culturale San Domenico di Canicattì, il pathos ha dominato mente ed anima di ogni spettatore. Il pubblico è rimasto in silenzio, quasi pietrificato, tutti erano su quel palco – assieme a Falcone e Borsellino – a bere centinaia di caffè e a fumare migliaia di sigarette, trascinati in un turbinio di emozioni contrastanti. Sensazioni che si sono sciolte, quando le luci de “L’ultima estate – Falcone e Borsellino trent’anni dopo” si sono spente, in standing ovation senza precedenti. A fare rivivere Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, in un intreccio di momenti ironici ed amari, sono stati – e lo hanno fatto magistralmente – Simone Luglio e Giovanni Santangelo. E lo hanno fatto soltanto grazie alla parola, al tono della voce e all’espressione del volto. Un tripudio di emozioni che ha coinvolto gli stessi attori, tant’è che alla fine della rappresentazione lo stesso Simone Luglio (che è anche il direttore artistico del Festival della Legalità – COLLEGAMENTI) ha pianto “come un bambino”.

“Questo spettacolo lo sentiamo come attori e come siciliani” – ha detto, alla fine dello spettacolo, Giovanni Santangelo – . “E’ la prima volta che Falcone e Borsellino vengono interpretati da due siciliani” – ha evidenziato Simone Luglio – . “E lo abbiamo fatto con molto rispetto, orgoglio ed un pizzico di pazzia” – hanno aggiunto entrambi – .  “L’ultima estate – Falcone e Borsellino trent’anni dopo” di Claudio Fava è stato portato in scena con la regia di Chiara Callegari. “Questo progetto prende il volo sotto i migliori auspici: gireremo l’Europa. A maggio saremo a Parigi, Bruxelles, Strasburgo e stiamo lavorando per Stoccolma, Londra, Berlino. Anche Malta ci ha confermato, quindi siamo veramente orgogliosi di portare in giro queste due figure” – ha concluso Simone Luglio.

Le emozioni, ieri sera, sono andate avanti – entrambi gli eventi erano in sold out già in fase di prenotazione – con il concerto “I Siciliani” della compositrice e direttore d’orchestra Cettina Donato e dell’emozionato attore e regista Ninni Bruschetta. “La musica è l’unica che supera la grande emozione del teatro e della recitazione che è quella di vivere tante vite. La musica – ha detto Bruschetta – ti porta al di là della vita e non c’è dunque un’emozione più forte”. “Questo progetto è nato grazie ad una collaborazione con Ninni Bruschetta, lessi il copione del poeta Antonio Caldarella, me ne innamorai e in maniera sfacciata chiesi a Bruschetta di fare un disco – ha spiegato Cettina Donato – . E’ una bellissima esperienza, stiamo girando per tutta l’Italia, c’è un’ottima risposta del pubblico, ottime recensioni e Bruschetta è un cantante nato”. Il Festival della Legalità – COLLEGAMENTI si conclude questa sera. Il sipario cala nel giorno dell’omicidio, ad opera di Cosa Nostra, del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano (era il 1988). Fino alle ore 18 sarà possibile ammirare la Ford Fiesta amaranto del giudice Rosario Angelo Livatino. Ieri, a partire dal primissimo pomeriggio, s’è registrato un autentico boom di visite: oltre alle scolaresche e ai canicattinesi, a centinaia sono giunti da ogni parte della provincia, ma non solo. Per l’intera notte, al centro culturale San Domenico è rimasto il presidio dell’Arma dei carabinieri.

Alle ore 19, l’ultimo incontro sarà dedicato a “Che fine ha fatto la magistratura”. Ospite della serata sarà il pm Gaetano Paci che, come Livatino, è di Canicattì. Paci dopo essersi occupato di delicata inchieste antimafia a Palermo, è procuratore aggiunto a Reggio Calabria. Con lui converseranno i giornalisti Salvo Palazzolo (La Repubblica) e Alan Scifo (Tpi, La Repubblica-Palermo, Il Fatto quotidiano, L’Espresso). Ma ci saranno – per un diretto faccia a faccia – anche gli alunni della scuola media “Giovanni Verga” di Canicattì che, guidati dalla docente Sonia Milioti, si sono preparati a prendere consapevolezza dei concetti di legalità e giustizia, comprendendo a pieno l’importanza della memoria e dell’operato dei magistrati. Alle ore 20,30, “Dance me to the end of the world”: una performance di danza sarà realizzata dai partecipanti al workshop. E alle ore 22, nel giardino del centro culturale San Domenico, il concerto di Rita Botto, accompagnata da Alexandra Dimitrova, Carlo Cattaneo e Giuseppe Finocchiaro. La cantante catanese, con la sua voce di donna mediterranea, racconterà storie e sentimenti di un’antica terra. L’accesso al festival sarà garantito solo in presenza di certificazione verde Covid-19 (Green pass). Verranno rispettate tutte le normative anti-contagio attuali. Il numero dei posti sarà limitato e sarà possibile prenotare il proprio ingresso al seguente link: bit.ly/collegamenti2021