Mafia, commissione straordinaria San Biagio Platani: ”Ingenerose critiche al prefetto di Agrigento”

“La Commissione Straordinaria del Comune di San Biagio Platani ritiene doveroso esprimere il proprio diverso avviso rispetto alle ingenerose critiche che sono state rivolte al Prefetto di Agrigento in relazione alle sue recenti  dichiarazioni sulla incidenza della mafia nelle amministrazioni locali della provincia che verrebbe agevolata per la mancanza di modelli positivi da seguire. Ebbene, risulta incomprensibile come una siffatta affermazione ovvia possa non essere condivisa”. E’ quanto si legge in una nota della Commissione Straordinaria del Comune di San Biagio Platani composta da Antonino Oddo, Santo Lapunzina e Maria Leopardi.

Prosegue la nota: “Per i Commissari di San Biagio, in servizio da 3 anni dopo uno scioglimento per mafia, preceduto da 49 arresti, tra cui il Sindaco in carica, l’affermazione del Prefetto dottoressa Rita Cocciufa risulta quanto mai pertinente e calzante rispetto alle dinamiche riscontrate nel Comune di San Biagio. Sorge spontanea una domanda. Quali e quanti sono i Comuni siciliani, calabresi o campani virtuosi, con i bilanci in ordine e i servizi essenziali garantiti ai cittadini? E quanti Comuni siciliani, calabresi e campani risultano sciolti per motivi di mafia negli ultimi 20 anni ? Non certamente pochi. Anzi alcuni Comuni sono stati sciolti ripetutamente.  In questi Comuni vi erano modelli positivi da seguire? Certamente no. Basta questo mero dato statistico per considerare realistico quanto sostenuto dal Prefetto.

E allora? Di cosa ci si stupisce? Certo ci saranno amministratori di enti locali agrigentini che avranno operato bene e nell’interesse di tutti ma questi perché dovrebbero sentirsi disturbati dalle parole del nostro Prefetto? Cosa c’entrano loro? Possono continuare a fare il loro dovere e a seguire modelli positivi come hanno fatto. Bravi. Perseverino a contrastare i tentativi di condizionamento esterno e ad operare sia nell’osservanza dei propri obblighi morali che nel rispetto dei principi che sovrintendono alla buona amministrazione. Perché ci si stupisce se un alto dirigente dello Stato come il Prefetto di Agrigento, con una sua esperienza sul territorio, esperto di Municipi, pone  all’attenzione della pubblica opinione una sua chiave di lettura sulla importanza dell’etica (i modelli positivi sono modelli etici) nella politica?

Ricordiamoci che la politica – continua la nota dei I Commissari di San Biagio Platani – è l’arte di governare le città. Quando il Prefetto si riferisce ai modelli positivi da seguire che mancano parla non di tutti gli amministratori locali ma solo ed esclusivamente della politica senza etica ed è questa che affonda i bilanci dei Comuni, che ha interesse a mantenere lo status quo, anche con accordi non leciti con chi persegue il profitto personale a discapito dell’interesse generale, tollera  l’evasione delle tasse per non scontentare i cittadini che andranno al voto e via dicendo. Ma vi è un’altra considerazione da fare. Il Prefetto dimostra non solo di avere le idee chiare sul fenomeno mafioso e sulle perniciose infiltrazioni di esso nei gangli vitali delle amministrazioni locali ma dimostra, soprattutto, di avere coraggio nell’esprimere giudizi e valutazioni, frutto di analisi approfondite e di conoscenza degli accadimenti nell’ambito provinciale, di sua competenza. Il Prefetto sa ed è consapevole del suo ruolo, per questo va sostenuto e ringraziato”.