Festa all’ex seminario vescovile di Favara per i 102 anni di Madre Margherita Riolo della “Comunità Cristiani nel Mondo”. “La vita è un dono, lei la donata al Signore, il Signore la dona a noi come dono è testimonianza. Buon compleanno Madre Margherita 102”, si legga sulla pagina facebook della “Comunità Cristiani nel Mondo”. “Auguri a madre Margherita Riolo della “Comunità Cristiani nel Mondo” e delle “Discepole del Redentore” che lei ha fondato nel lontano 1974 per per il 102º genetico”, si legge sulla pagina facebook de L’Amico del Popolo.
“Madre Margherita Riolo, nata in Agrigento il 10 ottobre 1919, figlia di Giuseppe Riolo e Giovanna Montana, genitori provenienti da due ottime famiglie di Naro ed Agrigento, battezzata l’11 novembre 1919, oltre che col nome di Margherita, anche con quello di Maria-Marta. E qualcuno – raccontò don Diego Acquisto in occasione del 100° compleanno della religiosa – che ha fatto ricerche dice che il nonno materno Emanuele Montana era compare del beato Giacomo Cusmano. Laureatasi in lettere classiche nel 1942 con una tesi sulla cattedrale di S. Gerlando, la giovane Margherita vive la sua giovinezza con una spiritualità guidata dai benemeriti Padri Liguorini di S. Alfonso o Redentoristi di Agrigento. Ha molto influito nel suo percorso di fede il Redentorista Padre Salvatore Giammusso, di venerata memoria, suo Padre Spirituale, che parlando della sua figlia spirituale Margherita, ha più volte invitato a non dimenticare la data del 17 settembre 1944; una data particolare che ha segnato profondamente il cammino di fede della sua figlia spirituale, quasi una vera e propria “conversione”, con tutto quello che questo può significare e di fatto ha significato nel prosieguo. Impegnata nell’Azione Cattolica, nelle ACLI e quindi anche nel campo socio-politico del dopoguerra, nello scenario italiano ed agrigentino che vedeva contrapposti cattolici e marxisti, Lei non ha trascurato l’impegno per le fasce più deboli e quindi dedicato tanto tempo e tantissimi anni, in nell’assistenza materiale e spirituale dei carcerati, allora nel carcere di S. Vito e poi anche a Petrusa. Ma il Signore, man mano, le ha indicato altre strade e con altre promettenti e volenterose ragazze, come Vera, Gisella e Nella, un cammino nuovo che sarebbe troppo lungo descrivere, ma che ha portato alla presenza di una Comunità Cristiani nel Mondo, per un periodo a Monreale, a Catania, e quindi a Palermo e Roma, ed anche in Tanzania, paese dell’Africa Orientale, precisamente ad Ipogolo, che dista pochi chilometri da Iringa e dove è in crescita una Comunità con tante vocazioni religiose e tanto desiderio di evangelizzazione”.
