“Le elezioni amministrative hanno visto la significativa vittoria dell’area progressista in un quadro di forte avanzata dell’astensionismo. I due fenomeni sono parzialmente intrecciati, dato che a disertare prevalentemente le urne sono stati non solo gli elettori del centrodestra, ma anche larga parte di chi negli ultimi anni aveva sostenuto il M5S, ovvero una forza che vorremmo stabilmente ancorata al nostro campo politico. In questo contesto diventa decisiva l’emersione e, in qualche caso, il rafforzamento di una prospettiva di sinistra ed ecologista a cui abbiamo attivamente contribuito, ma altrettanto dobbiamo comprendere che i risultati di oggi possono rilevarsi effimeri, se non accompagnati da un progetto politico capace di coinvolgere i milioni di persone travolte dallo stato di crisi permanente del capitalismo finanziario. Per queste ragioni crediamo necessario destinare il nostro impegno ad una nuova stagione di mobilitazione politica e sociale, capace di rimettere al centro del dibattito pubblico l’interesse collettivo e generale.”
Si apre così il documento politico approvato dall’Assemblea Nazionale di Sinistra Italiana, riunitasi in modalità online. “Il Governo Draghi lungi dall’essere la soluzione, appare parte del problema. – prosegue Sinistra Italiana – Lo sblocco dei licenziamenti, l’attacco al reddito di cittadinanza, il graduale ritorno alla Fornero senza un intervento sulle pensioni di garanzia per i giovani e in assenza di una iniziativa sul salario minimo legale, la spinta alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, un PNRR fatto solo di grandi opere e incentivi alle imprese, un fisco a misura dei più abbienti: questo è il senso delle misure messe in campo sin qui, che certo non vanno nella direzione della giustizia sociale. Nè ha migliore fortuna la giustizia ambientale, affidata ad un ministro per cui la transizione ecologica passa per il ritorno al nucleare e la permanenza degli idrocarburi. Parlammo di restaurazione quando una manovra di potere puntò a cancellare il potenziale del Conte bis, e a distanza di mesi possiamo dire che il nostro giudizio fu corretto.(Dire)
