“La Libia e’ terribile. Prima di partire, se mi avessero fatto vedere il film di quello che mi avrebbe atteso, non sarei mai partito. Ci sono stato tre anni, ho visto uccidere persone, ma grazie a Dio sono sempre riuscito a resistere. Non possiamo rientrare nei nostri Paesi d’origine e le persone preferiscono morire provando a partire piuttosto che morire di miseria a casa loro”. Questo il racconto fatto da un ragazzo della Guinea, appena approdato a Lampedusa, ai componenti del programma Mediterranean hope (progetto della chiesa di Agrigento, con i suoi servizi Caritas e Migrantes, e della Federazione delle chiese evangeliche in Italia). “Per lui e per tutte le persone che continuano ad arrivare, ad attraversare il Mediterraneo, chiediamo un’accoglienza degna di questo nome e il rispetto dei loro diritti” – dicono i responsabili di Mediterranean Hope. (ANSA)
