Martedì prossimo il premier Draghi vedrà i sindacati a Palazzo Chigi dopo le proteste e la minaccia di scioperi e mobilitazioni sul capitolo pensioni. Una convocazione accolta favorevolmente da Cgil, Cisl e Uil anche se i margini di manovra per arrivare a modifiche già nella legge di Bilancio appaiono assai limitati. Portato a casa il risultato su Opzione Donna (con i requisiti che tornano a 58 anni per le dipendenti e a 59 per le autonome con minimo 35 anni di anzianità) non ci sono al momento in vista cambi di rotta di Governo e Parlamento su quota 102. L’incontro della prossima settimana dovrà quindi servire per tenere aperti i canali di comunicazione e iniziare a sondare il terreno in vista di un possibile riordino più ampio del sistema previdenziale che prenderebbe corpo solo a partire dal 2023. I sindacati sono comunque pronti a rimettere sul tavolo le loro proposte. Sintetizza il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.
“Nell’incontro di martedì avremo modo di portare le nostre proposte che mettono al centro maggiore flessibilità ma anche tutele per giovani, donne e fragili”. Per Landini inoltre è necessario “intervenire sul sistema puramente contributivo che senza correttivi rischia di non stare in piedi”. Soddisfatto anche il numero uno della Cisl Luigi Sbarra: Ora bisogna riempire di contenuti il confronto, dando al sistema pensionistico sostenibilità sociale, flessibilità e inclusività, soprattutto per giovani e donne”. Ma per Sbarra “dobbiamo riprendere il dialogo non solo sulla previdenza, ma anche sulla redistribuzione fiscale, le questioni del lavoro, la nuova politica industriale, il rilancio della scuola, della pubblica amministrazione, delle politiche sociali e per la non autosufficienza.
Come ha sottolineato ieri giustamente il Presidente Mattarella il lavoro sarà la misura del successo del PNRR”.Insiste invece su quota 41 Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl che la considera l’unica vera alternativa al ritorno della legge Fornero. “Il tema delle Pensioni – osserva Capone – è cruciale per la ripartenza del Paese, per il futuro dei nostri lavoratori, per agevolare una flessibilità in uscita e per favorire il turnover generazionale di quanti vogliono entrare nel mondo del lavoro. Occorre discutere di un sistema pensionistico che risponda maggiormente ai bisogni dei giovani e che tuteli tutte quelle categorie di lavoratori che svolgono mestieri usuranti e a rischio di infortuni”. (LaPresse)
