Un sistema pensionistico “equo, flessibile, sostenibile, capace di costruire risposte in primo luogo ai giovani”. E’ quello a cui punta il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, oggi a Napoli per il convegno in ricordo del Primo Congresso della Confederazione celebrato l’11 novembre del 1951. “I giovani che oggi entrano nel mercato del lavoro – secondo Sbarra – sono intrappolati da un combinato disposto: da un lato c’e’ il contributivo puro, dall’altro hanno carriere lavorative frammentate, precarie, discontinue. Quindi noi dobbiamo negoziare una pensione di garanzia per i giovani, per esempio facendo valere i periodi di formazione, assicurando protezione e sostegni anche sotto il profilo contributivo per i lunghi periodi di disoccupazione involontaria”.
“Quindi – ha aggiunto il leader della Cisl – giovani, donne, incentivare la previdenza complementare e soprattutto creare le condizioni di una flessibilita’ in uscita dal mercato del lavoro. Noi pensiamo che bisogna restituire ai lavoratori e alle lavoratrici la scelta libera di decidere quando uscire, perche’ e’ assolutamente inaccettabile mandare avanti provvedimenti tampone, tipo quota 100 o quota 102, noi dobbiamo invece creare una condizione di scelta libera delle persone nell’uscita dal mercato del lavoro che per noi significa 62 anni”. “Arrivare all’obiettivo dei 41 anni di contributi, a prescindere dall’eta’ – ha concluso – per godersi il sacrosanto diritto alla pensione e poi rendere strutturale l’ape sociale, allargandola ulteriormente a platee di lavoratori che sostengono prestazioni lavorative usuranti, pesanti, rischiose, faticose e pericolose”. (ANSA)
