Governo sempre alla prova del nodo pensioni. L’incontro di domani a Palazzo Chigi tra governo e sindacati segnerà un impegnativo passaggio per l’esecutivo guidato dal premier Mario Draghi. Anche perché le principali sigle sindacali si presentano al tavolo con l’arma della mobilitazione, con le ricadute che questo può implicare a livello di immagine per l’esecutivo. I sindacati non mollano la presa e chiedono al governo “risposte precise”.
L’obiettivo è scongiurare il ritorno della Legge Fornero al 2023. Domani sul tavolo il governo potrebbe mettere un’uscita dal lavoro a 62 anni per tutti ma con il sistema contributivo, senza quote, con una maggiore flessibilità per il ritorno alla Fornero. Con alla base l’idea che i pensionamenti non devono gravare troppo sul bilancio dello Stato. Ipotesi che non soddisfa i sindacati, che chiedono garanzie e certezza nei tempi. A Draghi i tre confederali chiedono un impegno ad avviare un confronto. “Sia per apportare miglioramenti” alla legge di bilancio, “sia per avviare seriamente un processo di riforme di cui il Paese ha bisogno” aveva detto il leader Cgil Maurizio Landini parlando nei giorni scorsi alla manifestazione dei lavoratori edili a Roma.Le misure messe in campo con la legge di bilancio – circa 600 milioni di euro il costo – cioè la proroga di opzione donna per un anno, la proroga dell’Ape sociale, l’ampliamento del numero delle mansioni gravose e la quota 102 transitoria non sono state giudicate sufficienti. Il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri fa capire che le aspettative, anzi le richieste, sono forti: “Vediamo domani cosa ci dirà il presidente del Consiglio, noi riporteremo le nostre proposte che abbiamo presentato da tanti mesi sia a lui, sia ai ministri. Sono le stesse: non abbiamo cambiato idea.
Da mesi diciamo che bisogna costruire un paese diverso. Bisogna dare risposte a chi in questo anno e mezzo ha pagato di più il prezzo della pandemia, bisogna dare risposta a giovani e donne e al lavoro” e rispetto alla volta precedente “ci aspettiamo che il Governo abbia cambiato idea e che ci diano qualche risposta, avendo letto le nostre proposte” e “l’altra volta abbiamo assistito a un confronto in cui il ministro del Tesoro ha elencato i titoli della finanziaria, ci aspettavamo che sui quei titoli ci fosse una risposta concreta, non avevamo detto no. Spero che abbiamo approfondito” le nostre proposte.Ancora non ci siamo, aveva sottolineato sempre nei giorni scorsi Maurizio Landini, tornando sulla necessità di destinare gli otto miliardi stanziati in manovra sul fisco all’aumento delle buste paga di lavoratori e pensionati e non ancora alle aziende che “hanno avuto risorse a pioggia”. Per il numero uno della Cisl, Luigi Sbarra, “è davvero ora di dare un forte segnale redistributivo” sul fisco, oltre che sulle pensioni: “andremo avanti nei luoghi di lavoro e sul territorio”, promette. Per la Cisl è un no al ritorno della legge Fornero con le sue “iniquità”, e quota 102 “è una misura improvvisata sbagliata e non condivisa, nasconde un inesorabile ritorno all’iniquità delle legge Fornero”, aveva detto il leader Luigi Sbarra.
“La Fornero va cambiata, rimodulata e riformata con impianto equo, sostenibile e flessibile. La strada è quella di una riforma complessiva e equa ” delle pensioni, ha aggiunto.”Martedi vogliamo chiedere al governo che si impegni ad avviare un confronto che accompagni questa discussione sulla legge di Bilancio sia per apportare miglioramenti sia per avviare seriamente un processo di riforme di cui il Paese ha bisogno”, aveva fatto sapere il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, sempre alla manifestazione degli edili: “Abbiamo bisogno di una vera riforma delle pensioni ci aspettiamo una risposta precisa”, è stato il messaggio del sindacalista in vista dell’appuntamento di domani a Palazzo Chigi. (LaPresse)

