Portare da 36 a 30 gli anni di contributi necessari per accedere, con 63 anni di eta’, all’Ape social per gli operai edili: e’ la richiesta contenuta nella lettera-appello inviata ai parlamentari dal sindcato delle costruzioni Fillea-Cgil. Per il segretario degli edili Cgil, Alessandro Genovesi, “se e’ pacifico che i lavori non sono tutti uguali, cosi’ come la loro gravosita’ e pericolosita’, e’ evidente che serva riconoscere in termini strutturali tali differenze e tutelare i soggetti piu’ deboli che, pur facendo i lavori piu’ faticosi, non possono certo essere condannati a stare sulle impalcature o in galleria fino ai 65 o 67 anni di eta’. E’ giunto il momento di ‘far scendere i nonni dalle impalcature’, fare un atto di giustizia e favorire indirettamente anche un ricambio generazionale e professionale”. La Fillea con l’appello ai parlamentari chiede quindi di “intervenire in fase di approvazione della legge di Bilancio per portare da 36 anni a 30 il requisito per accedere all’Ape social per i lavoratori dell’edilizia”. (ANSA)

