Le periferie si candidano a governare Palermo. In vista del voto della prossima primavera, mentre cala il sipario sulla lunga parabola di Leoluca Orlando, gioca in anticipo un movimentismo che e’ lontano dal centro geografico della citta’, un’onda di grande impatto e anomala rispetto agli schieramenti, sebbene sia evidente la radice piantata nel campo del centrosinistra. Esperienze e volti di Zen e Sperone sembrano volere definire una proposta politica di radicale cambiamento dal basso che condizioni in modo decisivo la partita delle candidature alla carica di sindaco. Mariangela Di Ganci e Antonella Di Bartolo. Zen e Sperone. Lo stesso respiro profondo, concreto, aspro e non banale delle frontiere di citta’. Due donne immortalate recentemente in una foto, durante una iniziativa pubblica. Meglio, un selfie che dice molto… intanto la didascalia: “La politica delle donne: dialogo, confronto, costruzione”. Difficile che alla fine si ritrovino l’una contro l’altra, piu’ facile che inforchino il tandem di un progetto sociale e politico comune, per arrivare fino in fondo, e non certo per una piazza d’onore. Si vedra’. Oggi alle 17, ai Cantieri culturali alla Zisa, Mariangela Di Gangi ha convocato una “convention politica di cittadini e cittadine che hanno deciso di scendere in campo e fare qualcosa per la citta’”.
L’iniziativa si chiama “Facciamo Palermo”, e risponde, spiega l’anima storica del Laboratorio Zen Insieme – realta’ attiva da oltre 30 anni in quel quartiere – “a un’esigenza, anzi a un’urgenza politica e civica. A raccontarsi i volti gia’ impegnati nel cambiare dal basso questa citta’”. Spazio a chi vuole guardare al futuro di Palermo, “scommettendo sulle persone, sulle loro storie, sulle loro competenze e la loro credibilita’. La nostra energia puo’ essere decisiva per portare nuovo entusiasmo nel campo progressista”. E aggiunge: “Ci siamo e vogliamo fare la nostra parte”. E’ solo l’inizio, avverte Mariangela Di Gangi: “Oggi per noi e’ una tappa di un percorso che ci portera’ all’appuntamento delle amministrative. Stiamo lavorando per mettere insieme le energie migliori di questa citta’. E’ una grande sfida che vale la pena affrontare, Palermo ha bisogno di una proposta ambiziosa e alla sua altezza”. Sabato 4 dicembre, alle 9.30, sara’ invece la volta dello Sperone, con la sua preside Antonella Di Bartolo, da tempo solido riferimento e tra le personalita’ forti della rinascita del quartiere. Dopo la recente terza retata antidroga in sei mesi, con il coinvolgimento di ragazzini che spacciavano davanti alla sua scuola, la “Sperone-Pertini”, ha sfidato i ministri a venire qui e a girare in strada e ha denunciato le assenze e i silenzi di fronte al degrado.
Il raduno e’ fissato presso la Palestra ‘Valentino Renda’ del quartiere. A seguire una passeggiata attraverso alcuni luoghi significativi di questo territorio. Obiettivo “continuare a dare voce a tutte le persone di questa citta’ che credono ancora in un cambiamento possibile. Disporsi alla cura delle ferite per cercare nello stesso tempo la luce che gia’ esiste nelle periferie di Palermo. Riconoscere le potenzialita’ di tanti luoghi sospesi, abitati e animati da tante persone belle”. Camminare insieme per le strade dello Sperone, per dire “che cio’ che e’ accaduto qualche giorno fa ci riguarda tutte e tutti, ci interpella e non ci lascia indifferenti”. Gli organizzatori spiegano di essere “cittadini, cittadine e associazioni che vivono a Palermo, accomunati dal desiderio d’incontrare altri cittadini e cittadine, metterci in ascolto e a disposizione delle realta’ apparentemente piu’ fragili della nostra citta’, ma che presentano energie positive e indomita resistenza e voglia di riscatto. Quando diciamo Sperone parliamo di tutta la citta’, quando diciamo Sperone parliamo anche di noi, del nostro presente e del nostro futuro di cittadini, di bambini e bambine, di uomini e donne”. Una passeggiata di circa mezz’ora tra alcuni luoghi-simbolo, “di strappo, ma anche di possibile ricucitura”. Le periferie per una volta tornano al centro. Un grido; piu’ di una certificazione di esistenza in vita oltre la cronaca nera: una nuova modalita’ di partecipazione al ‘gioco grande’ per orientare gli scenari politici comunali del 2022. (AGI)
