“Invalidi e disabili sono lasciati sempre più soli, nonostante da più parti si vada proclamando che l’attenzione ai diritti delle persone più fragili è una delle grandi coordinate del Pnrr e della prossima finanziaria. Non stiamo parlando di solidarietà, per altro sempre necessaria; e neppure di welfare delle opportunità, al centro della riflessione del Terzo Settore: stiamo parlando dei diritti delle persone con disabilità, per le quali vali comunque il primo articolo della nostra Costituzione. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, evidentemente non sul lavoro delle persone con disabilità, per le quali il lavoro rappresenta un’esigenza di riconoscimento sociale, prima ancora che economico.
Il fatto è che l’Inps, in evidente difficoltà finanziaria, cerca di risparmiare sulle pensioni di invalidità, sospendendole nel caso in cui il soggetto svolga qualche onesto lavoro, in modo del tutto trasparente. C’è grande e più che legittima agitazione nel variegato mondo della disabilità per la ingiusta decisione assunta dall’Istituto nazionale di previdenza, sulla base di alcune sentenze della Cassazione, e giustamente le Associazioni annunciano battaglia e chiedono un intervento legislativo. Per questo ho presentato una interrogazione urgente al Ministro del Lavoro, dal momento che c’è il rischio di cancellare le conquiste di decenni di battaglie per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. E lo si fa a 30 anni dalla legge 104, che su questo punto concreto è ripetutamente intervenuta negli ultimi anni.” Lo afferma la senatrice Paola Binetti, Udc.(Dire)
