Bandiere dei sindacati, striscioni e cartelli per chiedere al Governo misure su pensioni, fisco, lavoro e sviluppo sociale. Sono state queste ultime, infatti, le parole d’ordine del corteo che ha portato in piazza circa 500 tra lavoratori e pensionati e che si e’ concluso con un incontro in Consiglio regionale della Liguria. “Questa ē una manifestazione per sensibilizzare le istituzioni a tutti i livelli – spiega il segretario di Cisl Liguria, Luca Maestripieri – per chiedere alla Regione, ai capigruppo, ai deputati e senatori eletti di sintonizzarsi con le esigenze dei lavoratori, dei pensionati, e per dare risposta a cio’ che il sindacato chiede per uscire da questa situazione di crisi sanitaria ma anche economica. Occorre dare un segnale importante gia’ con la legge di stabilita’ per dare subito risposte”.
“Pensioni, fisco e lavoro sono le priorita’ – aggiunge il segretario di Uil Liguria, Mario Ghini – che devono essere le priorita’ del Paese. Non possiamo pensare di far pagare sempre i soliti, quelli che hanno gia’ pagato tanti in questi mesi di pandemia. Serve un taglio sul cuneo fiscale, una politica previdenziale che sia garantista per i giovani e le donne e poi i politiche attive del lavoro per aiutare chi oggi e’ in difficolta’”. Un percorso di mobilitazione regionale che punta su cinque temi, come ha spiegato Fulvia Veirana, segretaria regionale Cgil. “In primis quelli legati al lavoro perche’ la manovra non contiene alcun intervento – spiega – e noi facciamo una battaglia per contrastare la precarieta’, Pensioni dignitose, flessibilita’ in uscita dal mondo del lavoro e conseguire condizioni di solidarieta’ per i giovani. Abbiamo poi il tema che riguarda la sanita’ e l’inclusione sociale e chiediamo una norma moderna sulla non autosufficienza. Ultimo tema e’ la battaglia sul fisco, perche’ oggi bisogna rilanciare i salari e quindi i soldi della manovra devono essere a favore di lavoratori e pensionati”.
Non manca, pero’, qualche voce polemica come quella di Bruno Manganaro, ex segretario della Fiom e oggi responsabile industria e immigrazione di Cgil Genova. “Non credo che una passeggiata da De Ferrari al consiglio regionale possa mettere paura a Draghi o al suo Governo, ci vuole ben altro – spiega -. La camera del lavoro di Genova qualche giorno fa ha riunito 500 delegati che hanno dato il mandato alla segreteria di preparare lo sciopero generale a Genova”. Una possibilita’ che e’ sul tavolo ma che deve ancora essere valutata in attesa degli esiti della trattativa con il Governo. (ANSA)
