Pensioni e fisco, Landini: ”Draghi ci dia risposte precise o sarà rottura”

“Per noi è il momento di agire con la decontribuzione e le detrazioni, per aumentare il netto a favore dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. La manovra sull’Irpef illustrata dal governo ha benefici molto limitati per i redditi fino a 35mila euro, che sono l’85% del totale, mentre li concentra tra i 40 e i 60mila. E anche oltre 75mila euro si risparmiano 270 euro l’anno, più di quanto previsto per chi ha fino a 15mila euro di reddito. C’è insomma un’idea di progressività a rovescio e non si interviene né sull’evasione né sulle grandi ricchezze”. Così il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, in un’intervista al Corriere della Sera parlando della riforma fiscale. “Spero si apra un vero tavolo di confronto, perché finora ci hanno solo informati delle intese raggiunte nella maggioranza. Ma noi rappresentiamo i lavoratori dipendenti e i pensionati che, osservo, pagano l’85% dell’Irpef”, facendo riferimento alla convocazione di Palazzo Chigi per oggi alle 17.30.

Landini sottolinea che “Cgil, Cisl e Uil hanno già in corso una serie di iniziative di mobilitazione sul territorio e nelle categorie. Valuteremo il da farsi dopo l’incontro. Senza risultati, dovremo inasprire le forme di mobilitazione” e “lo sciopero generale non è un fine, ma un mezzo cui il sindacato ricorre quando tutti gli spazi di confronto sono chiusi. A partire da domani, vogliamo un tavolo e risultati su fisco, pensioni, lavoro”. Nella manovra “ci sono alcune cose importanti, come l’avvio della riforma degli ammortizzatori, l’aumento della spesa per la sanità pubblica, e le risorse per i contratti pubblici. Ma su fisco, pensioni, scuola, precarietà e politiche industriali non ci siamo ancora, servono dei cambiamenti. Il 16 novembre il governo ci aveva promesso l’apertura di veri tavoli di confronto su queste materie ma finora non è successo. Mi auguro che da domani le cose cambino”.

E aggiunge: Valuteremo con Cisl e Uil. La Cgil ha già convocato il direttivo per venerdì”.  Per quanto riguarda l’obbligo vaccinale, Landini rimarca che “Cgil, Cisl e Uil già da sei mesi sono per l’obbligo vaccinale, ritenendo che questa sia la strada più giusta, e non abbiamo cambiato idea. Dobbiamo fare il possibile per allargare la vaccinazione. E mi riferisco non solo all’Italia, ma a quei Paesi, come in Africa, dove la percentuale di vaccinati non supera il 3-4-5%, segno di grande diseguaglianza. Dobbiamo sospendere i brevetti e mobilitare la logistica per portare i vaccini nelle zone che sono più indietro”. (LaPresse)