In Italia, una lavoratrice che inizia la sua carriera a 27 anni ed e’ disoccupata per 10 anni nell’arco della sua vita professionale ricevera’ una pensione inferiore del 27% rispetto a quella di una lavoratrice a tempo pieno, contro la media del 22% inferiore nell’area dell’Ocse. Lo rileva lo studio dell’organizzazione di Parigi ‘Pensions at a Glance’ che passa in rassegna i sistemi pensionistici nei paesi dell’area. “Poiche’ le aliquote contributive dei lavoratori autonomi sono inferiori di un terzo rispetto a quelle dei dipendenti – sottolinea ancora l’Ocse – i lavoratori autonomi possono aspettarsi pensioni inferiori di circa il 30% rispetto a quelle dei dipendenti con lo stesso reddito imponibile per tutta la carriera: la media Ocse e’ del 25% piu’ bassa”.
Il sistema pensionistico italiano, spiega l’Ocse, “abbina un’eta’ legale di pensionamento alta a un’elevata aliquota contributiva del 33%, il che determina un elevato tasso di sostituzione netto dell’82% per i lavoratori con una carriera senza interruzioni e con salario medio, rispetto a un tasso del 62% in media nell’area dell’Ocse”. Secondo quanto emerge dallo studi, andando in pensione 3 anni prima, a 68 anni, il futuro tasso di sostituzione netto scende sostanzialmente al 72%, “un valore che rimane alto in un confronto a livello internazionale”. (AGI)

