Sanità, due ”bollini rosa” assegnati all’ospedale Agrigento

Assegnati due bollini rosa, anche per il biennio 2022/2023, all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento da parte di Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna. Ne da’ notizia l’Asp di Agrigento. I bollini rosa, su una scala da 1 a 3, sono il riconoscimento che Onda, da sempre impegnato sul fronte della promozione della medicina di genere, attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne. Nell’edizione appena conclusa, sono state 354 le strutture ospedaliere premiate: 107 hanno ottenuto il massimo riconoscimento (tre bollini), 172 due bollini e 75 un bollino. La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini Rosa e’ avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da 400 domande suddivise in 15 aree specialistiche.

Un’apposita commissione multidisciplinare, presieduta da Walter Ricciardi, professore di igiene e sanita’ pubblica dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali nella candidatura considerando gli elementi qualitativi di particolare rilevanza e il risultato ottenuto nelle diverse aree specialistiche presentate. “Il prestigioso conseguimento dei bollini rosa per l’ospedale di Agrigento – dice il commissario dell’Asp Mario Zappia – rappresenta un risultato che concretizza le azioni che l’azienda compie quotidianamente per superare le criticita’, incrementare gli standard qualitativi dei servizi e al contempo differenziare le caratteristiche dell’offerta sanitaria”. Tra i criteri di valutazione, la presenza di specialita’ cliniche che trattano problematiche di salute tipicamente femminili e trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, tipologia e corretti percorsi diagnostico-terapeutici e servizi clinico-assistenziali in ottica multidisciplinare gender-oriented, l’offerta di servizi relativi all’accoglienza delle utenti alla degenza della donna a supporto dei percorsi diagnostico-terapeutici (volontari, mediazione culturale e assistenza sociale) e, infine, il livello di preparazione dell’ospedale per la gestione di vittime di violenza fisica e verbale. (ANSA)