Mafia, lettere carcere non erano ordini: assolto boss Aparo da accuse di droga ed estorsione

E’ stato assolto dal gup del Tribunale di Catania perche’ il fatto non sussiste Antonino Aparo, indicato dai magistrati della Procura distrettuale antimafia come il boss del clan che porta il suo nome e operante tra Floridia e Solarino, nel Siracusa. L’uomo, detenuto a Milano, era rimasto coinvolto nel luglio del 2020 nell’operazione antimafia denominata San Paolo per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e usura, tentata estorsione ed esercizio abusivo dell’attivita’ finanziaria, aggravati dalla finalita’ di agevolare il clan Aparo.

Secondo la tesi dell’accusa, Aparo, nonostante la sua detenzione, avrebbe impartito ordini dal carcere con delle lettere, legate, nella ricostruzione dell’accusa, ad alcuni episodi, tra cui gli incendi appiccati alle attivita’ commerciali come risposta ai mancati pagamenti dei prestiti, applicati con tassi del 240% annui. I soldi dell’usura sarebbero poi stati investiti nel traffico di droga. La difesa dell’imputato, che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, ha portato in aula una memoria difensiva per dimostrare che le lettere inviate alla famiglia non contenevano ordini per gli affiliati del gruppo; inoltre, il collegio difensivo ha posto l’accento sulla circostanza che nelle conversazioni tra gli altri indagati non emergono elementi che provino le responsabilita’ di Aparo.(AGI)