Poste Italiane: i desideri dei bambini nelle letterine di Natale nell’Agrigentino

Quali sono i principali desideri dei bambini siciliani per questo Natale? A chiarirlo nero su bianco ci hanno pensato direttamente loro, mettendo per iscritto su fogli colorati le richieste destinate al Polo Nord. I bambini continuano a scegliere carta e penna per esprimere i loro desideri, mantenendo così viva la tradizione della letterina scritta a mano che, nell’era di sms e social network, è l’occasione per ricordare l’importanza e il valore della scrittura.

Sull’Isola sono circa 200mila le letterine scritte dai più piccoli e intercettate dalla rete logistica di Poste Italiane. In provincia di Agrigento, in particolare, centinaia di bambini hanno deciso di imbucare la loro preziosa missiva in una delle 270 cassette rosse d’impostazione, come da tradizione natalizia, o di spedirla da uno sportello di uno dei 73 uffici postali, o ancora di affidarla alle mani di uno dei 180 portalettere dell’Agrigentino, per l’occasione diventati assistenti personali del grande barbuto. Oltre all’immancabile elenco dei giocattoli più consueti – in primis bambole delle fiabe e costumi da supereroi –, sempre di più a prendere campo è la tecnologia, a partire da smartphone e consolle di gioco di ultima generazione.

Dall’inizio della pandemia, però, e in particolare quest’anno più dei precedenti, è la voglia di normalità il primo desiderio espresso dai più piccoli. Che sia descritto indirettamente attraverso la voglia di “festeggiare il compleanno insieme a tutti i compagnetti”, di “stare in classe senza mascherina” o semplicemente di “riabbracciarci”, oppure raccontato senza mezzi termini come chi chiede che “il virus se ne vada via per sempre”. Dalle parole dei bambini si evince la consapevolezza del momento attuale, delle sue limitazioni, e dell’esigenza di farsi carico personalmente di un problema che si ostina a perdurare nonostante “già l’anno scorso avevo chiesto che il Coronavirus finisse”. Per fortuna nelle letterine dei bimbi siciliani non manca l’innocenza, e così a Babbo Natale e ai suoi elfi, oltre a domandare loro come stiano e se anche in Lapponia indossino la mascherina, chiedono di intercedere per portare pace e gioia per tutti.