
“Se ci si volesse chiedere con onestà ed umiltà in che modo un ente locale possa dare prova di sé per meritare sostegno economico e finanziario costruttivo e sistemico e non invece passivo e straordinario a fondo perduto, le risposte per Centro studi enti locali sarebbe solo due: la prima, infrastrutturare come spesa di investimento pluriennale una politica decisa, aperta e trasparente di (ri)attivazione della macchina della riscossione delle entrate (tributarie e non tributarie), e la seconda, dimostrare ai tanti scettici di ben programmare e spendere (nonostante le enormi lacune di personale e competenzialità attuali) le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, e sfida nella sfida per il Sud, di farlo avendo almeno un 40% di quelle nazionali nella propria competenza”. Lo afferma il Centro studi enti locali in un dossier per l’Adnkronos, basato sull’elaborazione di dati del ministero dell’Interno e del Mef. “Certo è che la richiesta siciliana, accolta dal governo nazionale ad ottobre di quest’anno, di far subentrare Agenzia delle entrate-Riscossione a Riscossione Sicilia nel ‘lavoro sporco’ dell’incasso delle proprie spettante non pare andare nella direzione indicata”, aggiunge. (Adnkronos)
