Beni confiscati alla mafia nell’Agrigentino, comune di Canicattì versa la quota per riattivare il Consorzio legalità

Il comune di Canicattì ha provveduto ad impegnare per l’anno appena concluso i fondi necessari a far fronte alle  spese di funzionamento attraverso la quota associativa (5mila euro) del Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo di cui fa parte sin dalla sua creazione. Lo riporta il Giornale di Sicilia.  Il consorzio, come da statuto ha esaurito, la sua durata già nel 2020. Alcune cooperative in difficoltà hanno scritto al prefetto di Agrigento e all’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati per risolvere d’autorità il problema.